Taccone all’angolo: nelle sue mani il destino dell’Avellino

Taccone all’angolo: nelle sue mani il destino dell’Avellino

L’altra certezza è che al di fuori delle stanze di vetro un popolo attende e spera in un Avellino migliore

Ieri ha lasciato per primo l’incontro dal quale sarebbe dovuto nascere il nuovo Avellino. Qualcuno ha detto scuro in volto, altri lo hanno visto stizzito e contrariato al punto da lasciare di corsa il tavolo. Qualcuno lo ha definito preoccupato per eventuali strategie degli altri soci in quello che potrebbe essere il nuovo gruppo dirigenziale biancoverde. Walter Taccone in realtà è sembrato solo un uomo all’angolo con le responsabilità che ha un dirigente di maggioranza di una società importante come l’Avellino. Informazioni, strategie e valutazioni diventano effimere quando c’è chi vuole rafforzare un bene di tutti. Taccone lo sa bene ed ora si ritrova da solo a dover decidere tra il lasciare il timone ma rafforzando l’Avellino o restare imbellettato sulla prua ma ritrovarsi senza nessuno al fianco.

Questa scelta Taccone sapeva di doverla fare prima o poi e come una biglia su un piano inclinato negli ultimi mesi si è arrivato all’incontro di ieri. Il patron non avrà pensato di poter dettare condizioni e cercare aiuto con la stessa mano. Avrà forse cercato di trarne la posizione più comoda da un tavolo che da due dovrà essere diviso in tre. Sicuramente. E’ naturale. Ma se chi vuol dare c’è chi vuole avere cosa farà? Magari uscirà preoccupato da un incontro. O forse prenderà un po’ di tempo per pensarci. Normale? Si sta facendo il futuro dell’Avellino. Del nuovo Avellino. Quello che potrebbe confermare Novellino, che potrebbe essere più solido dal punto di vista societario e quindi di immagine, quello che a inizio stagione potrebbe parlare di parte sinistra della classifica e non di salvezza. Si potrebbe parlare di un Avellino come lo immagina la piazza. In molti crediamo davvero che ieri non si è parlato di percentuali, soldi e posizioni. A questi presupposti, se si vuole davvero il bene dell’Avellino, nessuno avrà pensato a queste cose. Ora si starà valutando solo il bene dell’Avellino. Questo è certo. L’altra certezza è che al di fuori delle stanze di vetro un popolo attende e spera in un Avellino migliore. Per quello che è possibile. Un Avellino che non deve soffrire come in questa stagione. Un Avellino che deve fare un passo evolutivo. Un Avellino che in uno, in due o in tre offra solo certezze. Chi non vuole questo non potrà poi sedersi su una comoda poltrona e attraverso un microfono raccontare il contrario. Walter Taccone ha vissuto l’Avellino a pieni polmoni in questi anni e conosce benissimo tutto questo. Ma quello che sa ancora di più è che ha nelle mani il destino dell’Avellino. Adesso. Un destino che pesa.

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