Toscano, il Veneto decide il tuo futuro: in una settimana ti giochi tutto

Toscano, il Veneto decide il tuo futuro: in una settimana ti giochi tutto

Sabato si va a Verona, martedì arriva il Cittadella e nel week end successivo si va a Vicenza. Tre venete nel futuro di Toscano: o arriva la svolta, o va a casa

Avellino è fatta così. Prendere o lasciare. Ad Avellino non puoi permetterti pause (vedi Marcolin ndr) e risultati negativi che arrivano tra l’altro senza gioco e peraltro in casa (due pareggi contro Brescia e Trapani). Due punti in tre partite per Mimmo Toscano che riscopre un Avellino ancora non pronto, dopo due mesi di preparazione e quasi 30 giorni di campionato. Ed ora? Dalla sua parte Toscano e l’intero staff dormono tranquilli per via di un triennale troppo frettolosamente firmato dalla società che voleva cambiare strategia dopo l’annuale accettato da Tesser la stagione precedente. Che succede ora? Dopo tre giornate, l’Avellino è in ottima compagnia nella penultima posizione. Ma all’orizzonte le venete possono segnare il futuro di Toscano. Strano destino. In una settimana, complice il turno infrasettimanale, l’Avellino affronterà tre compagini venete. La favoritissima Verona sabato prossimo, il Cittadella in casa nel turno infrasettimanale e poi si vola di nuovo nel Veneto il sabato successivo per affrontare il Vicenza. Nessuno ha fino ad ora parlato di tabelle. Nè tantomeno nessuno si augura di steccarle tutte e tre. Ma di sicuro, nelle prossime tre, se l’Avellino non segnerà la svolta, anche il triennale di Toscano e di tutto lo staff, deve essere necessariamente messo in soffitta. La pressione già c’è, è vero. Toscano non è tranquillo e questo è anche vero. Lo si nota nelle dichiarazioni deliranti di chi, ha affermato più volte, di aver affrontato un Trapani forte della intelaiatura della finale della passata stagione. Caro mister, di quel Trapani, in campo, ieri, c’erano al massimo due giocatori. Gli altri quattro erano a casa per infortuni. Oppure di aver visto un Avellino in crescita rispetto all’Entella… (e ci crediamo, fare peggio sarebbe stato da esonero diretto ndr). Oppure, l’ultima perla, di vedere un Avellino che ha bisogno di tempo per assestarsi per via dei volti nuovi (ma sono già tre mesi che ci lavora, caro mister, e dopo tre mesi, rivediamo Soumarè in campo ndr). Ora, senza buttare la croce addosso a nessuno, tra tre partite chiuse la prossima settimana, avremo un quadro più chiaro. Ma, ed aggiungiamo ma, ricordiamo a Toscano che ha tra le mani la squadra più forte allestita da Taccone e Gubitosa degli ultimi anni. E ricordiamo anche alla società che se non si comincia a vincere nemmeno in casa (fallite le prime due su due) sarà difficile rimettersi in corsa se gli avversari scappano. E poi bisognerà fare punti. Pesanti. Perchè ancora non sappiamo come andrà a finire la storia del calcioscommesse che vede ex tesserati coinvolti. Bisogna spingere sull’acceleratore. Toscano sa che è arrivato il momento di far capire a tutti che l’Avellino non è una squadra qualunque. Non può esserlo. Non lo è mai stato. E non cominceremo certo ad esserlo perchè c’è lui in panchina. L’Avellino è l’Avellino. Il Partenio è il Partenio. E basta anche dichiarazioni farsa che offendono l’intelligenza dei tifosi. Se l’Avellino gioca da 3, gioca da 3. Ognuno si prenda le proprie responsabilità. A partire dal tecnico e a cominciare dalla società. Se Toscano non ingrana, va mandato via. Triennale o non triennale va esonerato. Perchè più partite passano e più non trova la quadra, peggio è. Per lui, per la società e per i tifosi.

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