Toscano, l’Avellino è nelle tue mani. Ma la difesa a tre è improponibile

Toscano, l’Avellino è nelle tue mani. Ma la difesa a tre è improponibile

La difesa a tre è da mandare in soffitta, Verde non può stare in panchina. Belloni è l’unico calciatore che ha dimostrato di avere piedi e testa. E con la campagna acquisti chiusa ad agosto, con gli elementi in rosa il 4-2-3-1 è l’unico modulo equilibrato ed offensivo che può regalare soddisfazioni

La difesa a tre non è proponibile. E nemmeno il 3-5-2. Verde non può essere sacrificato. Per due motivi: perchè in questo Avellino, in serie B, è uno spreco. Secondo: se continua ad essere sacrificato, a gennaio, andrà via e l’Avellino perderebbe uno dei talenti più forti d’Italia e un elemento capace di saltare l’uomo, offrire assist e cross magari per gli attaccanti. Al bando il 3-5-2, quindi. Per ragioni di equilibrio e non di opportunità. La difesa a 3 on offre garanzie: non lo fa dal ritiro ed è inutile continuare ad insistere. Ecco perchè il 4-2-3-1 è, a nostro avviso, il modulo più adatto alle esigenze di una rosa costruita in estate e completata nel mercato di agosto.

La difesa

Donkor, Gonzalez e Jidayi non possono giocare a tre. Il primo è veloce, gli altri due no. E a Chiavari si è visto. Perrotta, buon giocatore non può essere sacrificato a vita. Disporsi a 4 potrebbe essere utile per coprire meglio sugli esterni e dare solidità ai centrali. Contro l’Entella, Toscano ha mostrato di non avere idee molto limpide. Alternava difesa a zona con difesa a uomo. L’Avellino sembrava più una squadra di basket che di calcio. Assurdo concedere questi vantaggi ad avversari come Caputo e Masucci che spesso si trovavano davanti a Frattali solo perchè l’Avellino non sapeva cosa voleva e doveva fare. Di centrali ce ne sono tantissimi in rosa: Gonzalez e Jidayi, per dirla all’antica sono due stopper fenomenali. Se si aggiunge il recupero di Migliorini e il neo acquisto Djmsiti, si hanno quattro calciatori per due maglie. Identico il discorso degli esterni: Donkor, Perrotta, Asmah, lo stesso Diallo, il neo acquisto Crecco (che a Trapani ha spesso giocato da esterno macino). Insomma, abbondanza da poter gestire in un campionato incredibilmente lungo.

Il centrocampo

Con due interditori che razzolano per il campo con polmoni di acciaio, l’Avellino sarebbe più equilibrato. In rosa ce ne sono tanti. Omeonga, ad esempio, con D’Angelo, Paghera, il neo acquisto Lasik. Toscano ha solo problemi di scelta e tanta abbondanza. Inutile aggiungere altro.

La trequarti

Belloni a destra, Verde a sinistra. Potrebbero partire titolari? Certo che si. Alternative? Gavazzi a destra, Bidaoui a sinistra. Tra poco sarà pronto anche Molina. Anche qui abbondanza. Tanta abbondanza. E come punta a supporto c’è sempre Castaldo, pronto a gestire con più corsa, estro e fantasia, Ardemagni e Mokulu in attacco. Insomma, di calciatori, rispetto agli altri anni ce ne sono. La panchina è lunga, decisamente lunga. E tutto è nelle mani di Toscano. Che ora, a distanza di poche ore, è chiamato a decidere una volta per tutte se insistere con un modulo (3-5-2 o 3-4-3) che fino ad ora non ha regalato emozioni e risultati. Toscano è già padrone del proprio destino. Avellino è piazza, storicamente, difficile. Avellino non è nè Novara, nè Terni. Qui il peso della storia e della voglia di vincere si fa sentire giorno dopo giorno. Tutti lo sanno ormai. Avellino è così: prendere o lasciare. Adesso, però, è arrivato il momento di vincere. Senza se e senza ma.

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