Toscano: “Non farò mai un passo indietro, non mi sento deligittimato. Il presidente ha la libertà di incontrare chiunque”

Toscano: “Non farò mai un passo indietro, non mi sento deligittimato. Il presidente ha la libertà di incontrare chiunque”

Il tecnico Toscano parla a cuore aperto del momento difficile che sta attraversando il lui e il suo Avellino

La settimana più controversa e incredibile della gestione Taccone-Gubitosa si chiuderà con il fischio d’inizio di Avellino-Frosinone. Prima del match inevitabile qualche battuta su quanto avvenuto in settimana con l’ipotesi concreta dell’allontamento di mister Toscano e il possibile accordo con il suo sostituto. Le parole del tecnico sulla questione sono lapidarie: “Non mi sento delegittimato di nulla. Io sono ancora qua. Il presidente è libero di incontrare chiunque. Io sono felice che il gruppo che ho formato sia con me ma sono contento perchè ho creato unione di intenti e questo fa parte del mio lavoro. Sono cose che non devo pensare quelle che avviene fuori dal campo. La squadra ha preso questa cosa che va avanti da diverse settimane. Io devo pensare solo al campo e pensare a questo gruppo di ragazzi. C’è da chiedere scusa dopo la partita di Ferrara per tutti coloro che ci hanno seguiti ma è tempo di reagire per far capire che siamo degli uomini veri ma non a chiacchiere bensì con prestazioni che diano la prova del nostro impegno. Ero amareggiato dopo il match con la Spal e per questo non l’ho fatto ma è doveroso chiedere scusa a tutti. Io sapevo che Avellino è una piazza impegnativa e dal primo giorno mi sono messo in discussione dal primo giorno e ho tutte le intenzioni di fare bene qui e regalare soddisfazioni. Far cambiare atteggiamento alla piazza attraverso le prestazioni e i risultati. La società non mi ha posto ultimatum e per il resto penso solo a lavorare”.

Poi il tecnico continua sottolineando che: “Io non farò mai un passo indietro come a Terni, non lo farò mai perchè ho passione per questo lavoro e in trent’anni di lavoro in cui mi sono costruito una credibilità da uomo e da allenatore, le difenderò fino all’ultimo giorno del mio percorso. Io posso cambiare il pensiero della gente, che ringrazio per aver sostenuto la squadra in modo ininterotto, con le prestazioni della squadra. L’allenamento a porte aperte ho deciso io insieme alla società. E’ giusto che prendiamo applausi e insulti tutti insieme ma è una decisione ponderata perchè è giusto subire. Direttore sportivo e direttore generale sono stati a cena con me, i giocatori sono con me, la famiglia e gli amici mi sono vicini: questo mi fa capire che devo continuare e voglio continuare con le caratteristiche che mi contradistinguono a lavorare per questa piazza. Forse mi rimprovero di non essermi fatto conoscere a livello umano da questa piazza, frequentando poco la città e mi riprometto di cambiare questo modo di fare”.

 

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