Ventinovesimo minuto del secondo tempo: D’Angelo se ne va sulla destra e…

Ventinovesimo minuto del secondo tempo: D’Angelo se ne va sulla destra e…

È una malattia che non va più via. Feste, bandiere e colori invadono l’Irpinia

Ventinovesimo minuto del secondo tempo: D’Angelo se ne va sulla destra e la mette in mezzo per Zigoni, che la gira alle spalle di Pisseri. È il morso del Cobra, è il gol che vale la Serie B. È il 5 maggio del 2013. È il giorno che segna il Rinascimento biancoverde in quel di Catanzaro. Dalla D alla B in quattro anni. Il giorno della rinascita e del riscatto per un’intera provincia e un’intera tifoseria. Una tifoseria ferita dal fallimento e ritrovatasi nella stessa condizione di una bellissima ragazza lasciata sola al ballo del liceo in quel maledetto luglio del 2009. L’Avellino non c’era più.

Poi la lenta risalita e l’epilogo dolcissimo in terra calabrese, ancora una volta. Come dieci anni prima, come a Crotone. 1-0 e tutti a casa. “E tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato”. Canta Avellino, canta. La quiete dopo la tempesta: un successo atteso e meritato, frutto del lavoro certosino della dirigenza, dello staff tecnico capitanato da Massimo Rastelli e di un gruppo di uomini e calciatori perfettamente in simbiosi con l’umore della piazza. Da Castaldo a Biancolino, da D’Angelo a Zappacosta. Passando per Izzo, Millesi, Arini. È apoteosi in provincia: tutti innamorati del lupo, ora più che mai. È una malattia che non va più via. Feste, bandiere e colori invadono l’Irpinia. Unico chiodo fisso: che Bello è…

Sono passati tre anni da quel giorno storico, dal lieto fine di una storia fantastica. Nel frattempo l’Avellino di stagioni in B ne ha disputate tre, è arrivato a giocare allo Juventus Stadium ed è stato ad un passo dal Paradiso (sia maledetta ora e sempre quella traversa del Dall’Ara) nello scorso giugno. Alla gioia del ricordo di quella splendida promozione si accompagna anche un po’ di malinconia, perché di feste non ce ne sono state più. E questa città, questa piazza, questi colori meritano giorni felici come allora. Non ci resta che sperare. Chissà che il prossimo 5 maggio non si possa celebrare un’altra storica promozione…

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