Sport bizzarri – Rambo III ne era un maestro, il Buzkashi lo sport che l’Afghanistan vuole alle Olimpiadi

In italiano, tradotto, significa “Acchiappa la pecora”. E’ lo sport nazionale dell’Afghanistan e del vicino Kyrgyzstan. C’è una scena in Rambo III con Sylvester Stallone. Non tutti la ricordano… Da allora lo sport ha fatto strada…

 

Continuiamo il nostro viaggio alla ricerca di sport sconosciuti ai più e del tutto inesistenti nel mondo europeo. Ci recheremo nel cuore dell’Asia centrale, nel crocevia tra Occidente ed Oriente, in una terra contesa fin dall’800 dagli interessi geopolitici delle grandi potenze, l’Afghanistan. Stato giovane, con un età media di 16 anni, dipendente dal settore agricolo. E’ un paese povero di risorse, costretto ad importare la maggior parte dei prodotti dagli stati confinanti. Sale sul podio mondiale per la produzione di papavero e di conseguenza detiene il “monopolio” per la produzione di oppiacei, come eroina e morfina, da non andarne fieri. Un passato recente collegato ai Talebani, un passato sotto l’influenza del regime sovietico, i miliardi di dollari arrivati dagli USA per contrastare i russi, l’invasione o intervento americano per contrastare il terrorismo.

Ma proprio durante il regime talebano degli anni ’90 che vediamo vietare uno sport tradizionale, considerato immorale.

Parliamo del Buzkashi, letteralmente tradotto in “Acchiappa la pecora”, sport nazionale dell’Afghanistan e del vicino Kyrgyzstan, conosciuto qui come Kok Boru, lupo grigio tradotto, che si riferirebbe ad un antico totem delle popolazioni turche, ma ugualmente diffuso in tutta l’area del centro Asia, come in Tagikistan e Kazakistan.

Franz Roubaud - Playing Buzkashi

Franz Roubaud – Playing Buzkashi

 

E’ uno sport violento?

Non è uno di quegli sport a cui vorrei assistere per la violenza messa in atto, ma sono tradizioni di paesi a noi lontani culturalmente che geograficamente, anche se come già detto l’importanza geostrategica influenza ed ha influenzato la nostra vita.

Il Buzkashi è uno sport equestre, simile al Polo. La Federazione Olimpica Afghana ha stabilito le regole ufficiali.

Vi sono due squadre composte da 10 giocatori ognuna, chapandaz in lingua locale, di cui solo 5 per squadra giocano contemporaneamente, il campo è gigantesco, 400 metri di lunghezza, quattro volte un campo da calcio, con due tempi da 45 minuti ognuno ed il tutto supervisionato da un arbitro.

In Kyrgyzstan il Buzkashi ha subito delle modifiche, sempre due squadre da 10 chapandaz ognuna di cui 5 entrano in campo, il campo misura 200 metri per 80 di larghezza alle estremità vi sono poste le porte, o localmente chiamate Kazans, 3,6 metri di diametro ed un metro e mezzo di altezza. L’obiettivo?? Segnare con una capra.

Eh si, una capra decapitata nel pre match al centro del campo, anche se risulta che la maggior parte delle volte il corpo viene lasciato nelle 24 ore precedenti in ammollo in acqua fredda affinché il corpo risulti più duro e resistente, quindi la decapitazione non avverrebbe sempre pubblicamente. I giocatori, posizionati al centro del campo si contenderanno il corpo della capra.  I chapandaz si lanceranno verso la capra e cercando di prenderla, incastrandola fra le gambe e l’anca del cavallo e portarlo nel Kazans nemico; è concesso colpire con un frustino sia l’avversario che il cavallo, strattonarsi e spingersi affinché l’avversario non segni.

Ma abbiamo anche una versione meno organizzata che si chiama Tudabarai, che vede partecipare fino a 80 chapandaz e l’obiettivo e catturare la capra e correre in direzione opposta ben descritta in un articolo de The Wall Street Journal.

A fine gara quel che resta della capra vien cucinato e data ai più poveri mentre i più ricchi raccolgono le vincite delle scommesse.

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La tenuta

I giocatori indossano abiti pesanti, cappotti lunghi, turbanti affinché le cadute frequenti vengano attutite, non è raro vedere infortuni gravi nel campo da gioco. Ci vogliono anni di preparazione sia per gli umani che per i cavalli, per quanto possa sembrare pazzesco come sport ci vuole una preparazione incredibile. Il cavallo dev’essere educato a correre e a fermarsi quando perde il suo fantino, dandogli il tempo di risalire evitando di calpestarlo o di evitare contatti con altri partecipanti senza un cenno del proprio fantino. Vi dev’essere una simbiosi fortissima fra il fantino ed il cavallo affinché vengano minimizzati i rischi. È uno sport duro, dove è meglio tornare a casa con costole inclinate e la maglia sporca di sangue piuttosto che esser sani e salvi, quindi dei codardi.

Un tempo come sport popolare, la maggioranza dei giocatori proveniva e proviene da classi sociali povere, in Afghanistan il guadagno medio giornaliero è di 1$, ora invece è finanziato da benefattori che attingono le risorse in settori come il traffico di armi, imprenditori o generali che pagano i partecipanti fior di quattrini o inondandoli di beni lusso. Anche se ci sono varie opinioni a riguardo, molti collegano la nascita di questo sport nella zona di Amu Darya lungo il confine afghano. Le origini di questo sport risalgono all’epoca di Gengis Khan, la “palla” non era una capra ma un prigioniero di guerra, posto al centro del campo legato come oggetto di contenzioso fra i vari soldati a cavallo. Un altra versione vede durante le invasioni mongole, la popolazione saccheggiata di pecore e capre, allorché  pur di recuperare la proprietà sugli animali iniziarono a galoppare e a riprendere a tutta velocità il proprio bestiame, la si può considerare ugualmente come una tecnica di saccheggio del bestiame del nemico. Questo sport è uno strumento a disposizione delle autorità affinché venga ad affermarsi un’identità nazionale sia per l’Afghanistan che per il Kyrgyzstan o gli altri stati del centro asia. Il Buzkashi è uno sport in cui è forte il concetto di potere. L’individualismo viene esaltato nonostante sia uno sport di squadra, la comunicazione è essenziale.

Il Buzkashi funge come esaltazione delle proprie tradizioni, trasmettendo un’identità ad una popolazione giovane, come già detto, di 16 anni di media, basti pensare che il riconoscimento come sport nazionale è avvenuto dopo il 2001 in corrispondenza della caduta del regime Talebano, con l’affermarsi del nuovo governo afgano.

Ora, la federazione afgana del buzkashi vorrebbe portare a livello globale questa disciplina e sta lavorando affinché venga presa in considerazione il riconoscimento per lo status olimpico, improbabile. Anche se non ci sono tornei regionali, il Buzkashi è giocato in tutta l’Asia centrale e in alcune parti dell’India e del Pakistan, con grande costernazione dei sostenitori dei diritti degli animali, che si oppongono a qualsiasi riconoscimento internazionale di questo sport.

 

La gallery

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2/18/2011 Mazar-e-Sharif, Afghanistan The crowd, comprised of men only, watch buzkashi riders battle for a goats carcass during a match in mazar-e-sharif. The traditional sport of Buzkashi, literally meaning "goat carrying," has been practiced for hundreds of years, and involves riders on horseback attempting to grab a goats carcass, sometimes weighing up to 80 kilos, and carrying it to the "circle of justice" while other riders fight for possession of the dead goat. An every man for himself venture, Buzkashi has recently become one of the few avenues for rural Afghan's to move up in the world, with warlords sponsoring teams and paying the best players comparatively lavish salaries, and offering cars, and cash bonus' as incentives. Bryan Denton for The Wall Street Journal
2/18/2011 Mazar-e-Sharif, Afghanistan

2/18/2011 Mazar-e-Sharif, Afghanistan Buzkashi players battle for the carcass of a goat, during a match in Mazar-e-Sharif. The traditional sport of Buzkashi, literally meaning "goat carrying," has been practiced for hundreds of years, and involves riders on horseback attempting to grab a goats carcass, sometimes weighing up to 80 kilos, and carrying it to the "circle of justice" while other riders fight for possession of the dead goat. An every man for himself venture, Buzkashi has recently become one of the few avenues for rural Afghan's to move up in the world, with warlords sponsoring teams and paying the best players comparatively lavish salaries, and offering cars, and cash bonus' as incentives. Bryan Denton for The Wall Street Journal
2/18/2011 Mazar-e-Sharif, Afghanistan

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