L’Aquila Basket Trento è stata, a detta di molti, la novità più bella della pallacanestro italiana negli ultimi due anni. I trentini, infatti, pur con un budget di molto inferiore a Milano e Venezia, sono riusciti a raggiungere la finale dei playoff sia nel campionato 2016-2017 sia in quello 2017-2018, superando in semifinale prima i meneghini, poi i lagunari. Sopperivano al minor talento individuale con un gioco collettivo basato su una difesa fortissima, con giocatori che si aiutavano bene l’uno con l’altro, e con un atletismo fuori dal comune. Il sistema di gioco messo in piedi dall’allenatore Maurizio Buscaglia, insomma, ha permesso a Trento di andare al di là di ogni più rosea aspettativa e dunque a costruirsi una dimensione da big del campionato italiano.
[tps_title] Guida tecnica [/tps_title]
Buscaglia, nato a Bari nel 1969, è l’allenatore più longevo della serie A; longevo nel senso di “anni consecutivi sulla stessa panchina“: egli infatti, si appresta ad incominciare la sua nona stagione consecutiva sulla panchina dell’Aquila; stagioni che sarebbero state addirittura 15 senza la parentesi( tra il 2007 ed il 2010) sulle panchine di Perugia e Mestre. Una simbiosi mutualistica, insomma, quella fra Trento e Buscaglia, come molto raramente se ne vedono nel basket professionistico moderno. Non c’è da meravigliarsi, dunque, del fatto che la Dolomiti Energia abbia ormai un sistema di gioco acquisito praticamente a memoria, come un’orchestra nella quale cambiano i musicisti ma non lo spartito. Buscaglia è colui che è riuscito a portare Trento dalla serie B fino ai massimi livelli del basket italiano, dalle palestre di periferia alle più importanti arene europee. Crescendo un passo alla volta assieme ad un club che lo ha sempre lasciato libero di mettere in pratica le sue idee. E affrontando le sfide della competizione internazionale con la consapevolezza di dover sempre ripartire dalle proprie esperienze, senza perdere la capacità di rimanere umili. Senza ombra di dubbio, possiamo affermare che la figura di Buscaglia è la più grande certezza della Dolomiti Energia Trento che affronterà il prossimo campionato.
[tps_title] Le novità [/tps_title]
E questo è accaduto anche quest’estate, che ha visto il ritorno di Davide Pascolo, versatile giocatore italiano classe 1990; Pascolo era stato uno degli artefici della cavalcata di Trento dalla serie B alla serie A, avendoci giocato dal 2011 al 2016. Poi l’irrinunciabile chiamata dell’Olimpia Milano, per due stagioni vissute sotto la Madonnina corroborate anche dalla vittoria dello scudetto dell’anno scorso(proprio in finale contro l’Aquila), che però non hanno spezzato il legame affettivo tra il cestista di Udine e la piazza di Trento. Tant’è vero che Pascolo, a lungo corteggiato anche dalla Sidigas Avellino, ha preferito tornare nella squadra di Buscaglia,con la quale ha firmato un triennale lo scorso 24 luglio. Egli rappresenta il vero colpo di mercato della Dolomiti Energia, essendo un’ala di 2,03 che ha buona mano dalla distanza, sa difendere quasi su tutti e non ha mai fatto mancare il suo apporto sotto le plance. La versatilità, appunto, uno dei dogmi della pallacanestro di Buscaglia, trova in questo atleta una delle sue massime espressioni. Alla voce “nuovi arrivi” ci sono anche due ventiquattrenni atleti di nazionalità serba: il playmaker Nikola Radicevic, proveniente dal Gran Canaria, con il quale ha fatto registrare una media di 9 punti e 2,5 assist a partita nell’ultima stagione, e il centro Nikola Jovanovic, gigante di 211 centimetri scuola Partizan, che ha militato sia nella G-League americana (6 rimbalzi e 9 punti a partita nella stagione 2016/2017) sia in Europa con la Stella Rossa, dove l’anno scorso si è laureato campione di Serbia giocando 9 minuti a partita, mantenendo una media di 3 rimbalzi e 5 punti per gara. Il primo sarà dunque chiamato a non far rimpiangere Shavon Shields, rivelazione della scorsa stagione, mentre per il secondo il discorso cambia leggermente in quanto Trento non aveva ancora avuto, in questi anni di serie A, un centro così “puro”,almeno per quel che riguarda la stazza fisica; il suo impatto, comunque, è stato ottimo con la prova di grande solidità fornita sia ieri nella partita contro Cremona valevole per il Trofeo Lombardia (18 punti e 10 rimbalzi in 20 minuti), sia nella prima amichevole contro il Bayern Monaco; Jovanovic sarà senza dubbio uno dei migliori pivot del prossimo campionato . Completano il roster altri due nuovi innesti italiani: Fabio Mian, 26 anni, da quattro in serie A con le canotte di Cremona e Pistoia, affidabile cambio nel reparto esterni, ed il giovane Andrea Mezzanotte, ala forte proveniente dalla A2 (Treviglio), che ha fatto intravedere il suo talento offensivo nella gara di ieri realizzando 9 punti.
[tps_title] Conferme [/tps_title]
Oltre all’allenatore, tuttavia, sono stati riconfermati alcuni giocatori dalla passata stagione: il capitano playmaker Toto Forray, esempio di professionalità ed impegno sul parquet, la guardia ventiduenne Diego Flaccadori, astro nascente della pallacanestro italiana, l’esperta ala Beto Gomes (33 anni) e i lunghi Dustin Hogue e Luca Lechtaler. Un’ intelaiatura di tutto rispetto, fatta di atleti che hanno vissuto da protagonisti le ultime due meravigliose stagioni dell’Aquila. Una base del quale, per certi versi, fa parte anche un altro esterno, ossia Devyn Marble: con la canotta numero 1 aveva giocato dieci partite nei primi mesi del 2017, vincendone 9; un brutto infortunio al ginocchio, però, lo ha costretto a stare lontano dal parquet e dunque ad interrompere il contratto con l’Aquila. Contratto che per l’appunto è stato ripreso quest’estate, dopo oltre un anno di inattività. Un ritorno che ha il sapore della riconferma, gradito da entrambe le parti, come d’altronde era accaduto anche per la stella del roster dello scorso anno Dominique Sutton (partito per l’esperienza in Lituania con il Lietuvos), che faceva parte del roster 2015-2016 per poi tornare nel 2017-2018. Anche questi piccoli dettagli testimoniano la bontà del lavoro di società e staff tecnico, che riescono a lasciare un buon ricordo nella mente dei giocatori, convincendoli spesso a tornare in Trentino dopo aver giocato altrove.
[tps_title] Ambizioni stagionali [/tps_title]
Trento, ormai, è una consolidata realtà del massimo campionato italiano, ragion per cui l’obiettivo dichiarato della società per quest’anno è il mantenersi sui livelli di questi ultimi due anni, quindi la finale scudetto ed il passaggio del primo turno in Eurocup. Non va comunque sottovalutata la maturazione, avuta anche grazie alle sconfitte, di un gruppo che ormai non si accontenterà più della piazza d’onore, ma proverà senz’altro a vincere qualcosa; se non il tricolore, almeno la Coppa Italia, alla quale Trento negli ultimi due anni non ha nemmeno partecipato, a dimostrazione di un lavoro atletico mirato a far esprimere al meglio gli atleti nella fase dei playoff. Quest’anno, dunque, anche per la prima parte di stagione l’Aquila proverà ad alzare l’asticella.
[tps_title] Il pronostico [/tps_title]
SportAvellino pronostica una Trento protagonista in tutte le competizioni; sempre temibile nella seconda parte di stagione, i playoff dovrebbero essere raggiunti senza troppe difficoltà, e poi a quel punto molto dipenderà dalla condizione fisica dei principali giocatori in maglia nera. Mina vagante anche in Europa, in una Eurocup che non è certo di un livello irresistibile come l’Eurolega, potrebbe esserlo anche in Coppa Italia, dove crediamo riuscirà a qualificarsi e dunque proverà senz’altro il colpaccio anche al Mandela Forum di Firenze.
