Profondi cambiamenti rispetto allo scorso campionato per una piccola ma significativa realtà del panorama cestistico italiano: Basket Pistoia 2000, infatti, ha perso la più grande certezza che aveva negli scorsi tre campionati, ossia l’allenatore Vincenzo Esposito, che, desideroso di competere per traguardi più importanti, è migrato a Sassari, dove il budget stanziato dalla società è di molto superiore a quello a cui era abituato in Toscana.
[tps_title] Guida tecnica [/tps_title]
L’addio del Diablo ha suscitato sicuramente amarezza nella piazza, che aveva potuto apprezzare la bontà del suo lavoro, dato che egli è sempre riuscito a centrare gli obiettivi di inizio stagione. La novità più importante, dunque, della Oriola Pistoia 2018-2019 è (oltre al cambio del main sponsor) rappresentata dall’allenatore Alessandro Ramagli: livornese di nascita, reduce da una stagione in chiaroscuro alla Virtus Bologna, è comunque un profilo che ha esperienza in serie A e potrà sicuramente fare bene in un ambiente molto più sereno rispetto a quello bolognese. Il contratto che lo lega a Pistoia ha scadenza biennale, dunque la sua scelta va letta in continuità con la linea che la società toscana ha adottato negli anni precedenti, ossia quella di un rapporto duraturo con l’allenatore, con il quale viene posto in essere un progetto tecnico a medio termine. Nell’anno zero del Pistoia Basket saranno indispensabili le idee, la concretezza e quella grande conoscenza del basket che Ramagli ha accumulato nella sua quasi ventennale esperienza da capo allenatore di Biella, Pesaro, Treviso, Siena, Teramo, Reggiana, Verona, Teramo e Bologna.
[tps_title] Le novità [/tps_title]
Il roster dello scorso anno è stato completamente smembrato, ma dal mercato sono arrivati due nomi importanti, che sono Dominique Johnson e Patrik Auda; il primo, 31enne guardia tiratrice a lungo inseguito dalla Sidigas Avellino, è reduce da un’esperienza a Venezia, ma in Italia ha vestito anche la canotta di Varese; per lui una media punti- gara sempre superiore a 10, dunque una garanzia sul piano realizzativo. Auda, invece, ha disputato gli ultimi playoff italiani con la maglia Sidigas; il lungo, alto 206 centimetri, è un’ala forte con energia ed una discreta mano, tant’è vero che ha sempre mantenuto una media di 10 punti a partita, anche nel campionato spagnolo, dove ha giocato nel 2016-2017 a Manresa. Questi due nomi sono dunque le stelle di una squadra che ha deciso di adottare la formula 5+5, ossia quella che consente di tesserare un massimo di cinque atleti stranieri ed altrettanti italiani, non usufruendo dunque della luxury tax che permetterebbe di aggiungere due giocatori in più.
Pistoia, dunque, avrà un roster meno profondo di tante altre concorrenti, dunque molto dipenderà anche dagli altri acquisti fatti durante quest’estate; in particolare, ci si aspetta molto dal playmaker americano Kerron Johnson, 28 anni, che vanta una pluriennale esperienza tra Francia (Rouen) e Germania (Ludwigsburg); sostanza che dovrà essere garantita anche dall’altro lungo, il gambiano Krubally, del quale sono state apprezzate le doti atletiche durante le sue esperienze in Grecia, Slovenia e Kazakistan; per lui anche una breve parentesi in Italia, a Venezia, durante i playoff del 2016. Il quintetto titolare, con ogni probabilità, sarà completato dal “tre” Lafayette Junior Peak, rookie americano classe 1996 che si è già messo in evidenza con 18 punti realizzati nella prima partita stagionale, disputata ieri contro il Piombino (serie B).
Nell’attesa di Auda, impegnato con la sua nazionale fino al 17 settembre, Pistoia ha aggregato al suo roster anche Adam Pechacek e Alexa Nikolic. Nato a Praga il 19 febbraio 1995, Pechacek è un centro di 207 centimetri per 105 chili. Arrivato in Italia nel 2011, grazie alla Virtus Bologna, in carriera ha giocato anche con Reggio Emilia, Koszalin (Polonia) e Obraidoro (Spagna). Nikolic invece, serbo di 19 anni, è un’ala di 203 centimetri per 95 chilogrammi. In Italia vanta esperienze con Bassano (società in cui è arrivato nel 2014) e Treviso. Non si sa cosa potrà succedere con questi due giovani atleti, ma riteniamo che potranno essere convocati solo in casi di indisponibilità dei titolari, e tenuti dunque soprattutto per le giovanili.
[tps_title] Conferme [/tps_title]
Ed è proprio dalle giovanili, e dunque da quanto di buono fatto in questo settore negli anni precedenti, che giunge l’unica riconferma della Oriola; si tratta di Gianluca Della Rosa, ventiduenne pistoiese doc, mandato due anni fa a farsi le ossa in serie A2 con Rieti e lanciatosi sul palcoscenico di serie A nella scorsa stagione; l’aspettativa è che possa continuare la sua maturazione, e dunque incrementare il suo minutaggio (6 minuti la media 2017-2018) per dare un cambio valido al playmaker. Gli altri quattro italiani sono il lungo Luca Severini (1996, ex Casale Monferrato), e gli esterni Marco Di Pizzo (20 anni,scuola Pistoia l’anno scorso in prestito ad Omegna), Matteo Martini (guardia ventiseienne con una lunga militanza in A2 dove ha viaggiato a oltre 10 punti di media) e il promettente classe 1997 Riccardo Bolpin (playmaker dal fisico importante, scuola Reyer Venezia,è anche nel giro della Nazionale sperimentale).
[tps_title] Ambizioni stagionali [/tps_title]
Una squadra costruita secondo le precise indicazioni di coach Ramagli, che crediamo dunque non avrà molte difficoltà ad assemblare al meglio le caratteristiche di tutti gli atleti a sua disposizione. I problemi, semmai, nasceranno da un roster poco profondo e con pochi punti potenziali nelle mani, che dunque dipenderà in buona parte dalla vena realizzativa di Dominique Johnson, che conosciamo essere giocatore tanto capace di “spaccare” le partite tanto di “steccarle” completamente. Per l’obiettivo dichiarato dalla società della salvezza tranquilla, tuttavia, ciò dovrebbe bastare, considerando che sotto il profilo della continuità Auda rappresenta, al contrario dell’ex reyerino, una garanzia.
[tps_title] Il pronostico [/tps_title]
Noi di SportAvellino riteniamo dunque che Pistoia sarà invischiata per la lotta-salvezza insieme ad altre 3-4 squadre; a suo favore potrebbe giocare un ruolo importante il fattore-campo: il PalaCarrara, difatti, è un vero e proprio catino, affollato sempre di un pubblico molto caloroso e civilmente rumoroso; una rarità, nella Serie A italiana attuale. Il fattore ambientale, insomma, insieme all’esperienza dell’allenatore e ad una società seria e solida, potranno dare a Pistoia quel quid in più rispetto alle dirette concorrenti impegnate per non retrocedere, che le consentirà di raggiungere l’obiettivo stagionale senza troppo soffrire.
