Ha assistito con grande sofferenza da spettatore verso quanto è accaduto quest’estate alla Scandone Avellino. Vincenzo Ercolino, ex patron del sodalizio cestistico, ha espresso la sua idea, intervistato da Sport Channel 214, sul personaggio Gianandrea De Cesare che ha portato la palla spicchi nell’inferno della serie B: “L’ho cresciuto perché io ero il braccio destro del padre Antonio a cui promisi di tenere d’occhio i figli. Gianandrea poi ebbe l’idea di togliere tutti i collaboratori del padre e pi ha fatto quello che sta facendo. Non so dare un giudizio perché per quello che ha avuto e quello che ha creato non poteva fare questa fine con due miliardi di fatturato all’anno.”
Sulla doppia autoretrocessione della Scandone in serie B: “E’ stato il secondo colpo che ho ricevuto. Il primo colpo è stata quando l’ho dovuta lasciare dopo aver tanto tanti sacrifici per quetsa città. Poi averla vista scomparire in mano ad uno che aveva tutte le potenzialità non me lo riesco a spiegare. De Cesare aveva tutte le potenzialità: cosa sarà mai il 6% di costi per chi fattura due miliardi ogni anno?”.
