La Scandone si riscatta prontamente dalla sconfitta di Nanterre, battendo nell’anticipo di mezzogiorno Pistoia sul suo non facile campo; una prova maiuscola, probabilmente la migliore dall’inizio della stagione, dei ragazzi allenati da Pino Sacripanti.
Una vittoria pesante, anche perchè ottenuta senza Kyrylo Fesenko, ancora alle prese col riacutizzarsi del problema al ginocchio avuto la scorsa estate; dalle condizioni del centro ucraino fino ad ora, infatti, erano dipese le sorti della Sidigas, incapace, senza il suo gigante, di offrire buone prestazioni corali; a Pistoia, invece, la musica è cambiata decisamente, motivo per il quale questa vittoria ha un peso specifico maggiore rispetto alle altre.
Avellino ha dominato il suo avversario grazie all’intensità difensiva messa in campo da tutti i giocatori, soprattutto a partire dal secondo quarto. Nel primo, d’altronde, sembrava di rivedere alcuni film già visti, con amnesie difensive sui tagli dal lato debole ed alcune situazioni di pick and roll dove Pistoia è riuscita a mettere in difficoltà i biancoverdi, arrivando a facili canestri. Ma nel secondo periodo, grazie alla crescita evidente di Hamady N’diaye in difesa e alla vena realizzativa di Jason Rich, la Sidigas Scandone è riuscita a ribaltare i 5 punti di svantaggio del decimo minuto (19-14) con un roboante 10-26. Sul lato offensivo del campo, appunto, è stato il cestista con la casacca numero 25 a farla da padrone, sciorinando tutto il suo vasto repertorio di giocate per fare canestro: uscita per il tiro da tre punti, virata, penetrazione in sottomano e con finta di scarico, giro dorsale con fade; il suo tabellino al 20′ recitava 18 punti (su 40 totali della squadra), chiuderà poi con un totale di 28 punti in 32 minuti giocati. Rich unisce eleganza ed efficacia ed è letale per la difesa avversaria; quest’oggi è stato davvero una delizia per i tifosi della Scandone, ed ha meritatamente vinto il premio MVP della partita!
Oltre a lui, hanno sicuramente meritato Filloy e Wells: il primo sempre capace di fare la scelta giusta al momento giusto, il secondo letale soprattutto nel terzo quarto, quando Sacripanti ha voluto far rifiatare Rich: 17 i punti messi a segno dal cestista con la casacca numero 1, dei quali 2 molto apprezzabili ottenuti con una difesa “anticipo forte” sull’avversario, palla rubata e corsa velocissima a schiacciare in velocità: il suo marchio di fabbrica! Wells è un giocatore che quando è dentro la partita può fare veramente male a chiunque, tanto che qualcuno, a buona ragione, già parla di DezMania.
Ma le note liete in casa biancoverde non sono state solo queste: si è vista finalmente una squadra che ha saputo attaccare anche la difesa a zona degli avversari, grazie ad una circolazione di palla finalmente fluida e veloce; mentre in difesa si sono viste delle ottime rotazioni dei lunghi: Leunen, Zerini e N’diaye, pur non avendo dato un grande contributo in attacco, sono stati perfetti nell’impedire a Pistoia di sfruttare il gioco interno dei suoi lunghi Kennedy e Bond. Anche l’utilizzo di Scrubb come “4 tattico”è stato molto limitato, come invece si poteva pensare alla vigilia data la carenza di lunghi in casa Sidigas. I tre lunghi a disposizione di Sacripanti hanno retto più che bene. Avellino oggi era talmente in controllo della partita che si è potuta permettere anche, una più equilibrata gestione dei minutaggi, compatibilmente con l’assenza di un giocatore importante come Fesenko; i 32 minuti di Leunen, ad esempio, sono comunque molti, ma è ovvio che la sapienza del Professore è un ingrendiente tattico dal quale nessun allenatore in questa serie A può prescindere, e dunque, fino a che il fisico regge e fino a che Sacripanti dovrà far a meno dei suoi migliori due lunghi (Lawal, oltre a Fesenko), questa è una scelta praticamente obbligata.
La Sidigas dunque raggiunge quota 6 punti in questo campionato, si conferma squadra dalle mille risorse e di grande talento; tuttavia, ancora una volta, come è successo anche in precedenza, ha concesso un quarto di gioco(in questo caso il primo) agli avversari, denotando un approccio alla partita non certo dei migliori. Dunque, per arrivare a lottare veramente per i traguardi importanti di questa stagione, il coach insieme al suo staff dovrebbe concentrarsi sulla mentalità dei suoi cestisti, in modo da farsi trovare più pronti nelle prossime gare ed evitare cali di tensione e break delle squadre avversarie che potrebbero compromettere il risultato finale.
