È finita la “Festa”, Giacobbe ha perso la voce: la città ha perso la Serie A

È finita la “Festa”, Giacobbe ha perso la voce: la città ha perso la Serie A

Il comunicato della Sandro Abate ufficializza l’esilio a Napoli

di Redazione Sport Avellino

È finita la “Festa”. Il sindaco che tanto aveva fatto per il basket facendosi promotore di un invio di un bonifico da 20.000 euro per tenere in vita la Scandone garantendo l’iscrizione in Serie B, non ha mosso un dito che convocare un tavolo di concertazione per far restare la Sandro Abate ad Avellino. Festa ha perso le idee, Giacobbe la voce.

E così Avellino va ad arricchire Napoli che in questa calda estate ha perso la squadra di futsal che non si è iscritta al campionato. Cosa ci sia dietro il silenzio del sindaco Festa e del suo assessore non si sa. Ma di certo è un atteggiamento di menefreghismo assoluto con ricadute economiche sulla città stessa che perde oltre alla Serie A (visibilità su Sky, RaiSport e piattaforme internet specializzate come Pmgfutsal) anche un indotto economico di svariate e svariate di decine di migliaia di euro. La società nelle ultime ore potrebbe disdire anche tutti i canoni di locazione degli atleti per un trasferimento in massa dei tesserati in provincia di Napoli.

Si chiude così tristemente un capitolo sportivo degno delle favole che ha visto la Sandro Abate arrivare dalla D alla Serie A in soli 4 anni. Un giorno forse Festa spiegherà il motivo del suo silenzio. Giacobbe spiegherà alla città perché convocò al Provveditorato agli Studi alcuni dirigenti prima del suo incarico da assessore facendo poi perdere le sue tracce dopo la nomina. C’entra la gestione del DelMauro con l’attuale bando ancora in piedi? Sicuramente no. Ma c’è qualcosa che non quadra. C’è qualcosa di inspiegabile che nei prossimi giorni potrebbe addirittura vedere di nuovo la società della Sandro Abate protagonista.

Il cambio di denominazione potrebbe essere annullato. La parola “Avellino” cancellata. “Siamo una squadra apolide” tuonó il capitano Massimo Abate nella conferenza stampa di sabato scorso. Ora si volta pagina. Passate le serate estive di “Festa” il primo cittadino tornerà ai problemi reali della città. E forse si pentirà, con il suo assessore allo sport, di non aver trovato il tempo tra una foto e un’altra, di aver almeno tentato una mediazione. Che poi, diciamocela tutta, se un assessore allo sport sq di avere una squadra di serie A nazionale e non se la fila nemmeno di striscio, che assessore allo sport è?

Vedremo cosa succederà con il bando del DelMauro in scadenza. Saremo vigili sulla eventuale aggiudicazione. Si presenterà qualcuno? E se andrà deserto cosa accadrà? Festa e Giacobbe lo terranno chiuso? O garantiranno con la propria tasca e non quella dei cittadini la gestione onerosa con manutenzione ordinaria e straordinaria? Interrogativi, domande. E una certezza. Una squadra di Avellino di futsal emigra a Napoli. Una società con 100 tesserati e tanti assi brasiliani, argentini, spagnoli ed italiani, costretta a fuggire come se si fosse in guerra.

Festa, smetta di fare “Festa” e dia risposte alla città. Ora o mai più. Magari con Giacobbe. Assessore allo sport di una città che ha perso una squadra di serie A senza aver alzato un dito e avanzato una proposta. Senza aver avuto la forza di rispondere agli appelli lanciati in una conferenza stampa pubblica. Hanno perso la voce. Hanno perso una opportunità. Magari avranno le loro ragioni. Le spieghino almeno. Ormai è già troppo tardi.

 

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