Quelli del Futsal – L’intervista a “Zio” Maurizio Preziuso, da portiere goleador a tecnico predestinato

Quelli del Futsal – L’intervista a “Zio” Maurizio Preziuso, da portiere goleador a tecnico predestinato

Faccia a faccia con Maurizio Preziuso. Lo “zio”, così chiamato nell’ambiente della Sandro Abate, è uno dei calcettisti storici della provincia. Sogna l’esordio in Serie A da portiere con la Sandro Abate, ma intanto, è lui l’allenatore rivelazione di quest’anno. Parlano le vittorie della sua Under: una formazione incredibile destinata a far parlare di sè a lungo

di Massimiliano Santosuosso, @MaxSantosuosso

Cosa è per te il futsal

“Il futsal è un qualcosa che se non ci fosse, andrebbe inventato. E’aggregazione, passione, sacrificio, spettacolo. Un’unica parola: il futsal è vita”.

La tua carriera in sintesi

“Una carriera iniziata nel lontano 97 con l’allora Avellino Five Soccer e tra i compagni di squadra c’era Massimo Abate e allenatore della under 21 un certo Jean Philippe Melillo, ora presidente della Sandro Abate. Una carriera forse caratterizzata per i tanti goal realizzati nonostante fossi un portiere…rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto”

Il rapporto con la Sandro Abate

“Il rapporto con la Sandro Abate forse era un qualcosa di inevitabile visto che capitano e presidente sono oggi Massimo (Abate ndr) e Jean (Melillo ndr). Dunque ho semplicemente riabbracciato vecchi amici con un sogno comune”.

Da portiere ad allenatore. Cosa cambia? E che responsabilità comporta?

“Diciamo che sono due mondi totalmente opposti…ovviamente responsabilità maggiori ma aver incontrato un grande Maestro ha reso le cose molto più semplici e naturali…”

L’Under 19 da te guidata è una squadra costruita per vincere. Quanto pesa nella testa di un coach avere un team costruito per vincere?

“La mia è una squadra costruita per crescere e divertire…Unico pensiero è riuscire a far sentire tutti parte del progetto e di ciò che si costruisce”. 

Domenica la sesta vittoria su sei partite contro il Fuorigrotta, altra candidata alla vittoria. Adesso non potete più nascondervi

“E’ arrivata la sesta vittoria su sei partite contro una squadra costruita per ammazzare il campionato…E’ un segno evidente che il lavoro alla lunga paga. E che i ragazzi stanno lavorando bene in settimana. Perchè è in settimana che si costruiscono le vittorie ed io ho l’onore non solo di far parte di una grande società che mi dà fiducia e mi segue tutti i giorni. Ma la mia fortuna sono i miei ragazzi. Mi rivedo in loro. Nelle loro ansie, nelle loro paure, nella loro voglia di primeggiare. E nella loro innata forza di voler indossare con fierezza una maglia pesante come quella della Sandro Abate”.

Quest’estate una campagna di rafforzamento importante. Alleni due giovani come Nasta ed Ettorre nel giro della Nazionale. Che margini di crescita ha questa squadra?
“Nasta ed Ettorre sono innanzitutto due grandissimi ragazzi per quello che rappresentano. Sono piccoli uomini che stanno crescendo bene. I meriti per quello che stanno facendo sono da attribuire a loro e a chi li ha formati. Per quelllo che riguarda la squadra, nuovi arrivi hanno migliorato una squadra già molto valida apportando una grossa mano in termini di qualità e rotazioni…Questa è una squadra che se non perde entusiasmo e passione farà parlare di sé. Purtroppo, e aggiungo purtroppo, senza strutture adeguate in città è impossibile creare un settore giovanile all’altezza. I ragazzi fanno enormi sacrifici. Vivere la città sarebbe di sicuro un’altra cosa. E la carenza di strutture sportive crea una profonda frattura anche per quello che è l’apporto dei tifosi”. 

Quali sono gli obiettivi stagionali?

“Unico obiettivo farli innamorare sempre più di questo sport e far sì che il loro cammino sia dei migliori sia in campionato che coppa. Senza ossessioni di risultati e vittorie ovviamente”

E quali quelli futuri?

“Obiettivi futuri creare una mia scuola calcio…e rimanere in questo sport il più a lungo possibile”.

 

La situazione del futsal in provincia. Tante società, tanta passione. Basta solo questa?

“Avere un elevato numero di società non significa per forza crescita per il movimento. Di certo, però, rispetto al 1997 si sono fatti passi da gigante”.

Domanda amarcord. Il momento più bello della tua carriera da calcettista

“Momenti più belli ce ne sono diversi dall’esordio in B poco più che ragazzetto e ovviamente le varie promozioni con la Sandro Abate…Di recente ovviamente gli Europei di minifootball a Kiev con la nazionale italiana”.

Il tuo sogno nel cassetto

“Sogni tanti…ne parliamo alla fine dei due campionati”.

Sogni, almeno solo per una volta, tornare tra i pali dopo l’avventura agli Europei?
 “Si sa che il cuore è più forte di tutto quindi ovvio ti risponda di sì. Ma da settembre come sai problemi fisici mi hanno impedito di iniziare praticamente. Ma ovviamente da irpino l’esordio in A1 anche per un secondo ed essere sostituito sarebbe il massimo”.
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