Calcio Avellino, Attilio Tesser: “Così come la gente si rialzò dopo il terremoto, auguro ai lupi di rialzarsi dalla Serie D”

Calcio Avellino, Attilio Tesser: “Così come la gente si rialzò dopo il terremoto, auguro ai lupi di rialzarsi dalla Serie D”

Le parole dell’ex allenatore biancoverde, rimasto sempre nel cuore dei tifosi

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Ai microfoni di Radio Punto Nuovo, è intervenuto nel corso della puntata de “Il pomeriggio da Supereroi di Radio Punto Nuovo”, l’ex tecnico dell’Avellino, l’amatissimo Attilio Tesser. L’attuale tecnico del Pordenone, ha voluto ricordare la sua esperienza irpina e parlare dell’Avellino di oggi che secondo il tecnico, vincerà il campionato.

Queste le parole di Tesser: “Ripartire non è mai semplice, ma la volontà di tanta gente di ricominciare è importante. Da lì sotto si può ricominciare e crescere in maniera importante. I lupi hanno ora l’ingegner De Cesare alla guida, è un uomo di sport e le prospettive sono sicuramente buone. L’ho conosciuto ai tempi di Avellino, sono un appassionato di pallacanestro e credo lo sappiate che spesso andavo a vedere la Scandone guidata dall’amico Pino Sacripanti.  La squadra sta facendo abbastanza bene ma gli auguro di riprendersi le categorie che gli appartengono. Taccone? Da anni gestiva questa società, ha lanciato giovani, ha sfiorato la serie A e ci ha sempre pagato regolarmente. Non c’era nessun sentore che potesse accadere ciò che è accaduto. Dispiace tanto perchè è stato un fulmine a ciel sereno e ha colpito davvero tutti”. 

Sulla polemica post dichiarazioni di Graziani: “Ognuno ha un suo carattere, si pone e gestisce la situazione come ritiene più opportuno. L’allenatore ragiona in termini costruttivi sempre. Che Avellino non sia una piazza da interregionale è vero ma è altrettanto vero che la vittoria va conquistata sul campo e non si può pensare che si può vincere solo con il nome. Consigli? Non è giusto dare consigli ad un allenatore esperto che conosce l’ambiente e la squadra meglio di me. Quello che posso dirgli è di creare un’alchimia giusta tra tifosi, stampa e squadra per compattare l’ambiente”.

Infine un ricordo sul terremoto e un augurio per l’Avellino: “Come avete detto bene, la squadra dell’Avellino è vista dalla gente non come squadra, ma come simbolo, come accadde dopo quel 23 novembre 1980. Il mio augurio è che così come la gente irpina, i lupi, si rialzarono dopo il sisma del 1980, così questo Avellino possa rialzarsi e tornare presto dove merita”. 

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