Iannarilli all’ultimo respiro: il premio per chi non si arrende

Fino al 90′ e oltre. La Curva Sud intona l’ennesimo coro, attendendo un triplice fischio il cui epilogo non avrebbe reso giustizia all’Avellino. I lupi creano tanto, ma negli ultimi venti metri peccano di precisione. Fin troppa in realtà. Anche perché si sa bene che il calcio prima o poi sa punirti. La doccia fredda arriva puntuale, con la zampata del solito Iemmello lasciato tutto solo al centro dell’area sugli sviluppi di un corner. Un guizzo che permette al Catanzaro di stappare una partita che fino a quel momento, almeno per occasioni create, sembrava potesse sorridere all’Avellino. Il rammarico è enorme.

Nel calcio, però, le regole non scritte insegnano che basta un attimo o un singolo episodio per capovolgere tutto. Brighenti rimedia il secondo giallo lasciando i suoi in dieci uomini e concedendo un penalty ai padroni di casa. Sul dischetto si presenta eccezionalmente Favilli per provare a sfruttare un’occasione dal sapore di riscatto dopo una stagione fin troppo complicata per l’attaccante. Il tentativo non va a buon fine, ma d’altronde i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di batterli. L’ennesima colossale chance gettata al vento per rimettere in piedi una gara sfuggita di mano rispetto ai reali valori visti in campo.

Il cronometro corre inesorabile verso il 90′ mentre l’assedio biancoverde continua a non produrre i frutti sperati. Il pallone proprio non ne vuole sapere di varcare la linea. Le emozioni più forti e indimenticabili sanno spingersi però ben oltre la fine del tempo regolamentare. In pieno recupero e quando il copione sembra ormai scritto arrivano scariche di adrenalina inaspettate pronte ad amplificarsi a dismisura quando a innescarle è proprio l’uomo più impensabile.

Eroe al fotofinish

Nemmeno doveva essere della gara, visto che le chiavi della porta sono ormai affidate a Daffara. Un imprevisto, con esattezza un trauma al muscolo dorsale, ha costretto il giovane a dare forfait all’ultimo istante. Iannarilli è lì, pronto come sempre, a prendere in mano le redini della situazione. Contava i giorni del suo rientro in campo dopo l’ultima apparizione datata 25 ottobre 2025 nello 0-4 subito dai biancoverdi contro lo Spezia. Nel frattempo, ha continuato a fare ciò che ha sempre fatto nel miglior modo possibile, ovvero lavorare duramente e con enorme professionalità. Ma ha saputo anche aspettare con non poca trepidazione.

Alla fine questa lunga attesa è servita eccome perché il momento del suo ritorno in campo è finalmente arrivato e, col senno di poi, non avrebbe mai potuto desiderare un rientro migliore. Praticamente inoperoso nel corso dell’intera partita e incolpevole sul gol subito, Iannarilli non avrebbe mai lontanamente pensato di diventare l’eroe assoluto della sfida con un’insolita soddisfazione per quelli del suo ruolo. Non avrebbe pensato di rivivere certe emozioni che in carriera, in realtà, ha già provato. Ebbene sì, perché un gol il portiere lo ha già segnato, con esattezza nella stagione 2014-2015, con la maglia del Gubbio nella sfida contro il Grosseto, siglando al 92′ la rete dell’1-1 definitivo. “Non avevamo più nulla da perdere e la partita era ormai finita”, ha dichiarato nel post gara.

Ma la partita non finisce davvero fin quando non arriva il triplice fischio. E in quel lasso di tempo, scandito dalla tensione di star perdendo punti importantissimi, Iannarilli sale letteralmente in cattedra. Si lancia spontaneamente dalla parte opposta alla sua porta, salta più in alto di tutti su un corner siglando il gol che vale l’importantissimo pareggio dell’Avellino. Non porta in dote tre punti, ma questo pareggio vale oro. Formalmente si tratta di un solo punto in classifica, ma di fatto ha evitato il terzo tonfo di fila dei lupi dopo le cadute di Genova e Palermo, regalando un mattoncino prezioso che avvicina sensibilmente i biancoverdi alla quota salvezza. È bastato un solo attimo destinato all’eternità, scolpito per sempre.

Una storia di sacrificio e di duro lavoro portata avanti anche quando la bandiera delle opportunità non sembrava affatto sventolare dalla sua parte. Forse è davvero tutta questione di saper attendere il proprio turno perché come ha sottolineato mister Ballardini nel post gara “questo è un premio per un uomo sempre disponibile per i suoi compagni”. Il momento giusto arriva sempre se si continua a spingere senza mai arrendersi. Iannarilli ha ritrovato alla grande il suo spazio, riscrivendo d’incanto la sua storia personale assieme a quella dei lupi. Una favola in cui è lui stesso l’eroe assoluto, immerso in una gioia incontenibile e sprigionata tutta in quella sfrenata esultanza. Alla fine resta lì, disteso sul prato verde sommerso dall’abbraccio di tutti i compagni. La chiosa perfetta per una giornata semplicemente indimenticabile.

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