Ultimo atto di un trittico di fuoco vitale per la salvezza. L’Avellino, domani pomeriggio, fa tappa al Ferraris per la sfida contro la Sampdoria (ore 17:15). Le squadre arrivano alla sfida in momenti opposti della loro stagione: i blucerchiati, in profonda crisi, annaspano in piena zona rossa; al contrario, i lupi volano sulle ali dell’entusiasmo grazie alla cura Ballardini, reduci dai successi contro Padova, Entella e Sudtirol. Sbancare Marassi e prendersi anche questi tre punti significherebbe mettere un’ipoteca sulla permanenza in categoria.
A suonare la carica e presentare le insidie del match ci ha pensato l’allenatore dell’Avellino, Davide Ballardini, dalla sala stampa del “Partenio-Lombardi”.
Ballardini: “Il mio ritorno a Marassi? Una gara come le altre”
Sullo stato della squadra: “Siamo alla terza partita in pochi giorni e, considerando che 6-7 giocatori su 11 sono partiti titolari sia contro l’Entella sia contro il Sudtirol, per alcuni di loro l’impegno è davvero gravoso. Mi sembra che stiano bene. L’atteggiamento è quello di sempre, improntato a grande serietà, attenzione e dedizione. Cercheremo di preparare la sfida al meglio, come abbiamo fatto finora”. Sull’avversario: “La Sampdoria vanta molti giocatori di livello e una rosa competitiva. Sono ben coperti in ogni reparto, con un mix di qualità ed esperienza. Parliamo di una società storica e di un club importante a livello nazionale, quindi è normale che siano ambiziosi. Proprio in questi momenti di forte criticità, però, capita che i singoli e il club trovino la forza per reagire e cambiare l’inerzia della stagione. Nel calcio funziona così, attraversi una grande difficoltà, poi scatta qualcosa che ti permette di ricompattarti e tirare fuori il meglio. Può succedere.”
Sul ritorno a Marassi: “Per me e per i miei collaboratori non cambia nulla. Alleniamo l’Avellino e siamo orgogliosi di farlo, così come siamo felici di rappresentare questa comunità. Sappiamo di andare in uno stadio prestigioso, ma per noi resta una partita da affrontare con il massimo impegno, esattamente come tutte le altre”. Sui miglioramenti tattici e la compattezza: “In ogni momento della gara, sia in fase di possesso sia quando la palla ce l’hanno gli avversari, vedo grande attenzione nel rimanere compatti, corti e proattivi. Anche quando attacchiamo, il pensiero della squadra è sempre rivolto all’equilibrio. Dobbiamo essere pronti a recuperare immediatamente il pallone in caso di perdita, per non subire ripartenze veloci. C’è molta consapevolezza in ogni fase del gioco. Poi, magari, domani accadrà il contrario, speriamo di no”.
Sulle soluzioni difensive vista l’assenza di Cancellotti, squalificato: “Fontanarosa ha già ricoperto il ruolo di terzino a sinistra, mentre Enrici è bravo a giocare come difensore centrale, sia a tre sia a quattro. A destra, oltre Cancellotti, c’è Missori. Lui è un giocatore forte, lo deve dimostrare al cento per cento. Ha tutte le qualità e le prerogative necessarie per dimostrare il suo valore in campo”. Sulla convocazione di Daffara in Under 21: “Daffara è un ragazzo con doti importanti, ha fisicità e grande reattività. È destinato a crescere ancora molto e, con ogni probabilità, il suo futuro è in Serie A. Naturalmente deve migliorare, specialmente nel diventare più padrone dell’area di rigore. Con i mezzi che si ritrova, deve imparare a far pesare, in senso buono, tutta la sua qualità. Le premesse per una carriera ai massimi livelli ci sono tutte“.
Sulle condizioni di Palmiero: “Palmiero convive con un fastidio al ginocchio. Ieri ha riposato, oggi lo valuteremo nuovamente. Vediamo giorno dopo giorno quali saranno le sue sensazioni”. Sulle alternative a centrocampo: “Le Borgne è un giocatore duttile: può fare il regista, la mezzala o giocare in una mediana a due. In quel reparto contiamo anche su Armellino, che rappresenta sempre una garanzia per esperienza e qualità”. Sulla gestione dell’attacco: “Abbiamo molti attaccanti, circa 8 o 9, ed è naturale che ognuno di loro sia un po’ ‘egoista’, nel senso che tutti vorrebbero essere protagonisti e dimostrare il proprio valore. Fortunatamente sono ragazzi seri che capiscono le scelte; noi cerchiamo di volta in volta di metterli nelle condizioni migliori per esprimersi. Da parte loro c’è sempre stata un’ottima risposta. A parer mio, non sono mai stati oggetto di critiche: corrono tanto, si sacrificano per la squadra e offrono costantemente soluzioni di gioco. Non è facile trovare varchi quando gli spazi sono ridotti, ma sono ragazzi straordinariamente umili”.
Sulle condizioni di Pandolfi e Favilli: “Pandolfi si è allenato regolarmente giovedì e venerdì, sta bene. Per quanto riguarda Favilli, sta leggermente meglio. L’obiettivo è di reintegrarlo gradualmente nel gruppo dopo la sosta, un passo alla volta”. Sugli obiettivi e la mentalità: “Siamo soddisfatti di quanto fatto finora, ma restiamo consapevoli di non aver ancora ottenuto nulla. Dobbiamo prepararci al meglio per la sfida di domani: quando fai risultato sei contento, ma quel successo devi rigadagnartelo il giorno dopo sul campo, altrimenti significa che non hai capito nulla”. Sulla centralità di Palumbo: “È un centrocampista completo: sa sempre dove posizionarsi, sa come muovere la palla e come attaccare gli spazi senza di essa. È bravo anche in fase d’interdizione. Il suo è un calcio di grande sostanza, sia in fase di possesso che di non possesso”.
Se si siederà sulla sedia blucerchiata: “Io alleno l’Avellino. Quel discorso lì è legato a quando allenavo il Genoa. Ora alleno un altro club. Sono tornato a Marassi anche quando allenavo la Cremonese e non ci sono stati problemi”. Sui margini di miglioramento: “Penso proprio che ci siano margini di crescita. Anche contro il Sudtirol, per creare occasioni da gol abbiamo dovuto costruire belle azioni con grande impegno. Al contrario, i gol subiti sono nati da nostre disattenzioni. La prima rete è figlia di una catena di piccoli errori che hanno portato al rigore, mentre sulla seconda c’è stato un errore di posizionamento che ha permesso all’avversario di colpire indisturbato. Questo non deve succedere. Possiamo migliorare ancora tanto. Noi dobbiamo sudare per segnare, ma anche gli altri, per farci male, devono meritarselo“.
