Trapani Calcio, De Simone: “La messa in mora è un’azione superflua, la squadra sembra non avere più fiducia”

Trapani Calcio, De Simone: “La messa in mora è un’azione superflua, la squadra sembra non avere più fiducia”

di Redazione Sport Avellino

Nonostante il raggiungimento della semifinale (finale) palyoff da parte del Trapani Calcio, che dovrà affrontare il Piacenza per conquistare la Serie B, nella città siciliana l’aria sembra tesa intorno alla società. Notizia delle ultime ore è la messa in mora da parte dei calciatori del Trapani Calcio, che contestano alla società il mancato pagamento degli stipendi. L’ad della squadra sicula, Maurizio De Simone, intervenuto ai microfoni di Radio Cuore, risponde al comunicato stampa dei propri tesserati:

“Abbiamo dovuto rispondere, non possiamo passare sempre per ciò che non siamo. Da tre mesi a questa parte stiamo subendo solo attacchi ed insulti. Probabilmente è colpa mia, difettiamo in comunicazione. Ma abbiamo trovato una situazione meno rosea del previsto. Eppure abbiamo ottemperato ai termini federali. Capisco che la squadra era stata abituata in altro modo. Ma da qui alla messa in mora… Siamo dispiaciuti. Ora abbiamo 20 giorni per ottemperare e il 24 giugno già dovremo iscriverci. Non so se ci sono ulteriori strumentalizzazioni. La squadra è stata encomiabile nella doppia partita contro il Catania, noi ci stiamo provando e ci stiamo mettendo in regola: stiamo concludendo un accordo per i seggiolini dello stadio, stiamo pagando le spettanze che bisogna pagare entro il 24 giugno. Stiamo lavorando, ma siamo da soli a portare avanti il nostro progetto. Ci riusciremo? Penso di sì. Se io avessi la coscienza sporca o il sentore che qualcosa non va, sarei il primo a fare un passo indietro. Spero che dopo il 24 giugno la situazione – relativa ad insulti e attacchi – possa cambiare. La messa in mora è un’azione superflua, la squadra sembra non avere più fiducia. Io voglio dire a tutti che la società sta assicurando la gestione finanziaria corretta e in base ai propri principi gestionali. Negli scorsi anni hanno pagato il monte ingaggi, ma si sono dimenticati di altro. Stiamo pagando scelte scellerate di gestione: ci sono fornitori che lamentano spettanze da luglio e noi ci stiamo mettendo a posto. E’ chiaro che se arrivano pignoramenti sul conto, io possa andare in difficoltà. Non ho la bacchetta magica e non ho potenzialità infinite. Qui c’è un gruppo di lavoro che fa sacrifici. A me interessa che l’anno prossimo il Trapani faccia un campionato professionistico: se sarà B sarà meglio, se sarà C andremo avanti lo stesso”.

Serie C – Trapani, i calciatori mettono in mora la società

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