Elezioni FIGC, il presidente FIFA Gianni Infantino: “Il commissariamento è stato un male del calcio italiano. Ora serve un leader forte”

Elezioni FIGC, il presidente FIFA Gianni Infantino: “Il commissariamento è stato un male del calcio italiano. Ora serve un leader forte”

Le parole del presidente della FIFA alle elezioni del presidente della FIGC

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Stamane, all’elezione del nuovo presidente della FIGC, era presente anche Gianni Infantino. Il presidente della FIFA ha parlato del calcio italiano e della speranza che il nuovo leader possa essere degno del ruolo che gli verrà assegnato.

Queste le parole di Gianni Infatino: “Per me è sempre una grande emozione essere in Italia e parlare al calcio italiano. Sono figlio di emigranti, mi hanno permesso di avere un’educazione in Svizzera. Per l’italiano, sono cresciuto a pasta e Gazzetta, non posso fare discorsi altisonanti con ‘paroloni’ ma per questo posso essere più chiaro. Voglio fare gli auguri ai 120 anni della FIGC, ai suoi successi. Siamo qui per eleggere un nuovo Presidente, per guardare al futuro, per cambiare un po’ di cose. Quattro anni e mezzo di commissariamenti negli ultimi vent’anni sono una sconfitta, ognuno di questi”

“Il commissario è una cosa solo italiana e le risorse vanno trovate nel calcio: presidenti, dirigenti. Leggo che anni fa è stata approvata una legge per dare un limite ai mandati per i presidenti. Ok, va bene: alla FIFA, dopo tanti anni l’abbiamo fatto con le riforme dall’interno. Non servono imposizioni. Perché un club non ammesso può andare a un tribunale ordinario? Se un club non viene ammesso dalla UEFA finisce lì, l’ultima istanza è del Tribunale dello Sport. Perché il calcio ha bisogno di una tutela altrui su temi che si possono risolvere all’interno del movimento calcistico? Qui tutti mi dicono ‘c’è tanto da fare’. L’importante è farlo: la FIGC ha bisogno di una leadership forte. Non serve il consenso unanime di tutti prima di fare qualcosa. Ognuno ha interessi particolari, è umano volere che siano davanti agli altri. Serve un leader forte che consideri tutti e che decida, poi, quel che è meglio per il calcio italiano”.

 

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