Avellino: 50′ di impotenza, un modulo che già non piace più

Avellino: 50′ di impotenza, un modulo che già non piace più

Imbarazzante l’atteggiamento della squadra che avrebbe dovuto far valere la superiorità numerica rivelatasi invece una spada di Damocle

di Michelangelo Freda, @m_freda21

Un Avellino irriconoscibile in un complicato match contro il Palermo guidato da mister Tedino. Una vittoria meritata da parte della squadra sicula che riesce a sfruttare gli errori di un Avellino appannato, distratto, come evidenziato dall’autogol di Molina e dalla clamorosa distrazione di Moretti sul goal del 2-0 ad inizio ripresa. Il secondo goal nasce da un errore clamoroso del numero 4 biancoverde, lento nell’allontanare la sfera che proietta il Palermo in avanti, in un rapido cambiamento di fronte, col numero 10 rosanero, Coronado, che serve un pallone pregiato a Gnahorè.

Nell’azione del goal si deve notare come Marchizza sia completamente in ritardo nella diagonale difensiva con un Lezzerini  complice nel non coprire sufficientemente il proprio palo, rovesciando le belle parole spese in settimana dal procuratore Michelangelo Minieri.

Le responsabilità tattiche sono evidenti. Il 3-5-2 in casa non rende soprattutto quando si è con gli uomini contati come nel caso dell’Avellino con sei giocatori non a disposizione : Gavazzi, Lasik, Morosini, Pecorini, Rizzato infortunati e Di Tacchio squalificato.

L’assenza di Di Tacchio nel modulo si è fatta sentire, mancando di forza ed impeto, con un Moretti in enorme difficoltà nelle fasi difensive non avendo il compagno ideale per il modulo ed il suo modo di giocare volto più all’impostazione del gioco con passaggi millimetrici.

Le scelte di Novellino hanno fatto si che l’Avellino partisse col freno a mano tirato, mancando di agilità contro un Palermo, tecnicamente più forte,  di precisione nei cross tutti partiti da troppo lontano per poter impensierire la difesa avversaria.

Bidaoui, più volte al centro dell’attenzione della piazza irpina, si conferma un giocatore che riesce a dare velocità al gioco irpino, creando spazi e servendo ottimi passaggi da concludere a rete, come nell’occasione del goal della bandiera segnato da Molina. Da ciò si puo costatare come l’attacco sembrasse in enorme difficoltà, non riuscendo nemmeno una volta a centrare i 7 metri di porta avversaria. Ardemagni e Castaldo sembravano calpestarsi i piedi, col numero 9 biancoverde lontano dalle grandi pr oramai sembra una brutta copia di quello visto ad inizio campionato segno che qualcosa sia cambiato in lui.

La prestazione col Palermo deve far riflettere. 50 minuti giocati con l’uomo in piu, 50 minuti dove la superiorità numerica irpina non si è fatta sentire, subendo le numerose incursioni avversarie senza una vera e propria reazione. Le sensazioni post gara sono alquanto deludenti, nelle ultime 9 gare 6 punti conquistati perdendo 5 di queste gare (Bari,Salernitana,Pescara,Parma,Palermo) vincendone 1 sola in un match noiosissimo contro la Pro Vercelli ( a loro volta in difficoltà) e pareggiandone 3 (Perugia,Entella e Frosinone), risultati eloquenti di un calo psicologico che ha fatto si che L’Avellino perdesse punti preziosi a soli 2 punti dalla zona play out.

Adesso ci si aspetta un capovolgimento di atteggiamento da parte dell’Avellino dopo i fischi piovuti dagli spalti a fine partita, segno di una piazza stanca dalle deludenti prestazioni.

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