Avellino calcio – “La Serie D è tosta. La B? In 4 anni”

Avellino calcio – “La Serie D è tosta. La B? In 4 anni”

È un Carlo Musa scatenato quello che, ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com, ha parlato a 360 gradi toccando tutti i temi legati al presente e al futuro del mondo biancoverde

di Redazione Sport Avellino

È un Carlo Musa scatenato quello che, ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com, ha parlato a 360 gradi toccando tutti i temi legati al presente e al futuro del mondo biancoverde. Innanzitutto, il giovane direttore sportivo è tornato sulle emozioni provate nel giorno in cui ha ricevuto la chiamata della nuova società biancoverde: “Quel quindici agosto ho ricevuto una delle chiamate più belle della mia vita. L’emozione è ancora tanta, sono praticamente quattordici giorni che non torno a casa a Roma, ma non importa”.

Musa si è lasciato andare anche ai particolari, rivelando come al momento della chiamata si trovasse in vacanza: “Ero a Milano Marittima con i miei amici a trascorrere Ferragosto quando mi squilla il telefono. Era il direttore della squadra di basket, Nicola Alberani che mi invitava a fare un colloquio. Preso dall’adrenalina, saluto tutti, prendo e parto. Alle 12 del 16 agosto sono arrivato ad Avellino. Beh, da quel momento in poi non me ne sono più andato…”.

L’ex direttore sportivo della Lupa Roma è perfettamente consapevole delle responsabilità che il suo nuovo incarico comporta vista l’importanza della piazza e del tifo. Ma tutto ciò non lo abbatte, bensì lo inorgoglisce e lo fortifica: “I tifosi mi stanno dando una carica incredibile, per non staccare mai dal lavoro, per non dormire la notte. Sono veramente dei Lupi, non hanno mollato e si sono rialzati da un momento triste, non solo per il calcio. In questi giorni, tra Facebook e la città, ho parlato con molti di loro. Mi hanno dato un input chiaro, categorico. Non mi hanno chiesto nomi o figurine, mi hanno chiesto gente che lotta. Ho una frase nella mia testa, che qualche ora fa mi ha detto uno di loro…’Preferisco perdere uno a zero al novantesimo con la maglia sporca di sangue, che vincere tre a zero a tavolino’. E questo deve essere il nostro motto…”.

Musa si è lasciato andare anche a qualche considerazione sugli inizi della sua carriera, sul corso da diesse a Coverciano con due compagni di banco d’eccezione (Toni e Foggia, ndr) e più in generale sul suo passato: “Non dimentico la polvere dei campi della provincia di Roma dove sono cresciuto sia come dirigente che come uomo”.

Per finire, poi, il giovane direttore si è soffermato nel dettaglio su quello che è il progetto sportivo del nuovo Avellino e sulla gestione societaria: “Abbiamo alle spalle una presidenza molto seria e solida. L’amministratore Gianandrea De Cesare ha deciso di intervenire dopo il de profundis della precedente società, in primo luogo per senso di dovere verso questa città.Siamo operativi a tutti gli effetti da appena otto giorni, vogliamo costruire una squadra di livello. Poi è chiaro gli obiettivi sono importanti, vorremmo tornare in Serie B entro i prossimi quattro anni ma pensiamo al presente. La Serie D è tosta, tutti ci aspettano e ci faranno la guerra, siamo l’Avellino…”.

 

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