Avellino, se non osi non vinci più…

Avellino, se non osi non vinci più…

Il nostro commento a margine del match di quest’oggi contro la Pro Vercelli. “Osare: il progresso si ottiene solo così” dovrebbe esser il motto di questa squadra.

di Michelangelo Freda, @m_freda21

“Osare: il progresso si ottiene solo così.” Questa frase di Victor Hugo, che ha passato la gioventù nel capoluogo irpino, dovrebbe esser incisa a caratteri cubitali all’interno dello spogliatoio biancoverde e dovrebbe esser l’ultima cosa che i giocatori debbano vedere prima di entrare nel rettangolo di gioco.

L’Avellino di quest’oggi ha dimostrato poco, tutti desideravamo vedere una partita votata all’attacco con un atteggiamento aggressivo volto a dimostrare questa voglia di riscatto che tarda ad arrivare oramai da troppe giornate. Quando sembra che l’Avellino si stia riprendendo, come in occasione del pareggio conquistato ad Empoli, ecco che ritorna l’oblio ed il crollo della squadra guidata da Novellino.

La tensione nello spogliatoio la si percepisce: le dichiarazioni di Laverone, fatte in settimana, evidenziano i malumori che aleggiano nello spogliatoio. Si aggiunge  l’esplosione di Novellino in conferenza stampa, dove ha additato volgarmente col termine “sordomuti” i giornalisti presenti in sala. Quest’oggi invece la scelta di non presentarsi alle consuete interviste di fine gara, dove a parlare è stato il mister in seconda, Imbimbo. Atteggiamenti poco produttivi che alimentano il nervosismo che si respira intorno alla società biancoverde.

Analizzando la partita giocata contro una diretta concorrente alla salvezza, che chiude il primo tempo con un possesso palle del 65% con 14 minuti di possesso rispetto ad un misero 35% con soli 5 minuti, evidenzia un meccanismo di gioco, quindi tecnico-tattico, che non funziona, che non riesce a dar brio alla manovra irpina, parliamo di 502 passaggi andati a buon termine da parte dei piemontesi contro 280 passaggi degli irpini. Aggiungiamo le statistiche sui tiri effettuati dalle due formazioni: la Pro Vercelli ha tirato 20 volte con 6 conclusioni dirette verso la porta, l’Avellino solo 5 tiri totali di cui 1 verso la porta avvenuto nel primo tempo (Ardemagni che conclude lentamente verso la porta)

Indubbiamente i continui infortuni, come quello di Gavazzi oggi, non aiutano di certo Novellino, ma è vero che questa squadra non sembra esser motivata, non sembra aver assimilato degli schemi di gioco, con un atteggiamento sempre rinunciatario.

I 90 minuti di oggi hanno visto un Avellino molto basso, con poca lucidità nelle ripartenze dove veniva mostrata lentezza nella capacità di articolare la manovra, riuscendo quasi sempre a far risalite la Pro Vercelli. Cabezas utilizzato in quella posizione da esterno basso non aiuta di certo a far salire la squadra, riducendo il calciatore a fare un gioco difensivo volto a rubare pallone in zone calde del campo, snaturando completamente la fisionomia di gioco dell’ecuadoriano biancoverde.

Adesso toccherà far punti fondamentali contro squadre del calibro di Parma, Bari e Perugia, partite durissime per far punti, ma che ora come ora sono fondamentali non essendo riusciti a conquistare punti preziosi con le dirette concorrenti. Con la speranza che venga iscritta sulle pareti dello spogliatoio la frase di Victor Hugo.

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