Avellino – Si agitano le bandiere D’Angelo e Castaldo: chiedono il rinnovo

Avellino – Si agitano le bandiere D’Angelo e Castaldo: chiedono il rinnovo

Per entrambi un contratto in scadenza a giugno 2019: ora chiedono il prolungamento o andranno via

di Massimiliano Santosuosso, @MaxSantosuosso

Il momento della verità è vicino. Per loro l’Avellino è stata sempre una scelta di cuore. Un amore, così come lo aveva definito D’Angelo dopo la sfida di Terni, prendendosi i meriti della salvezza e giurando eterna fedeltà ai colori biancoverdi. Ma dopo qualche settimana la situazione sembra essere cambiata. Perchè adesso sia D’Angelo che Castaldo si trovano con un contratto in scadenza a giugno 2019 che l’Avellino vorrebbe non rinnovare. Tecnicamente se non ci sarà nessun incontro e/o accordo tra le parti, da gennaio i due potranno anche già firmare un precontratto con altre squadre. E se Castaldo ha richieste in serie C (la Casertana su tutte ndr), al momento nessuno sembra essersi fatto avanti per D’Angelo che pure, nei mesi scorsi, aveva spergiurato di aver detto no a gennaio scorso a richieste economiche vantaggiose pur di restare ad Avellino. Ma la società per ora ha altre priorità. L’iscrizione al campionato, la scelta dell’allenatore, poi quella del ritiro e infine la campagna di rinforzi. Resteranno D’Angelo e Castaldo anche se la società non vorrà rinnovargli in contratto? O andranno via subito? Nel frattempo scalciano per sedersi al tavolo del rinnovo. Giustamente per i due è una priorità. Resterebbero ad Avellino volentieri con la garanzia del rinnovo. Un pò meno con un contratto in scadenza. Il tormentone sta per cominciare. Vedremo se sarà l’ennesima scelta di cuore o, di fronte ad offerte economicamente più vantaggiose e contratti di altre squadre di almeno un altro paio di anni, i due confermeranno di essere bandiere pronte ancora a sventolare o ad ammainarsi in fretta. Ancora pochi giorni. Poi la società deciderà se far sedere al tavolo della trattativa i procuratori dei calciatori che adesso chiedono a gran voce, per bocca dei propri assistiti, un lauto rinnovo di contratto.

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