Avellino – Taccone è ko e senza forze: sulla nave sono finiti i salvagente

Avellino – Taccone è ko e senza forze: sulla nave sono finiti i salvagente

Storia di una squadra in crisi, ma il Comandante è già sceso dalla nave

di Redazione Sport Avellino

Colpiti e affondati. Da una vita. Ma nella società vige il silenzio. Tutti tranquilli. Persino Novellino. Che ritrova la parola nella partita gestita tatticamente con pura follia. Ma il tecnico è blindato. Aspetta il licenziamento perchè ha un contratto fino al 2019. E Taccone? Nulla. Fosse per lui si andrebbe avanti ad oltranza. A meno che possa uscire dal cilindro una scelta alla “Marcolin” a costo zero. Ma se Gravina si è messo di mezzo preannunciando e bloccando Stellone, dall’altro lato c’è silenzio. Quasi a volersi illudere che questa squadra può rialzarsi. Ma il problema, oltre che societario (nel 90%) è anche tecnico. Ma quella è una conseguenza. Perchè un Novellino in confusione sarebbe stato sollevato dall’incarico molte partite fa. O per dignità dopo il ko di Salerno. Ed invece nulla. I calciatori sembrano abbandonati a se stessi, l’allenatore va per la sua strada. Gli atleti dall’altra, la società dall’altra ancora. Ma perdere la B potrebbe essere un danno economico incalcolabile per Taccone prima e per Gravina poi che ha investito poco più di una settimana fa, fior di centinaia di migliaia di euro per programmare la sua scalata all’Us. Ufficialmente si è trattata solo di una sponsorizzazione ma c’è qualcosa di più. C’è uno stadio da costruire, una serie B da giocare. Soldi, sponsor, diritti tv. E poi magari anche abbonamenti, incassi (se le cose andranno bene e se la gente intravederà programmazione seria). E quindi? Quindi che si fa? Serve salire di nuovo sulla barca che sta affondando. Per recuperare i calciatori che sono rimasti. Spaesati ed impauriti. Forse. E poi ai tifosi chi ci pensa. C’è qualcuno che li aiuterà a scendere? E non ci vengano a dire che lo stadio è vuoto. Perchè quella è una conseguenza di gestioni ballerine e scellerate, di processi sportive, di “pastrocchi” di giustizia sportiva che ha portato nella passata stagione l’Avellino ad essere multata per oltre 100mila euro. La gente si è perdutamente disaffezionata ad una gestione societaria da padre padrone. E se il Comune ora busserà alla porta e alla cassa, chiedendo la revoca della concessione? Altra grana. Altro problema da risolvere. Serve risalire sulla barca. Portare in salvo tutti con un sacrificio economico serio (nuovo allenatore). E poi a giugno si faranno i conti. L’unico oggi in grado di poter investire è Gravina. Perchè il patron ha palesato evidente stanchezza di gestione anche dopo le dimissioni del direttore generale. E allora salvate la barca anche se i salvagenti sono finiti. Affondare sarebbe l’ennesima catastrofe. Per chi ci tiene. Per chi la ama. Ma a fatti e non a parole.

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  1. user-9325338 - 2 anni fa

    Ma quale salvataggio, ma quale amore. Apriamo gli occhi: siamo ad Avellino dove pascolano pecore e pecoroni. Questo campionato è iniziato male e finirà peggio. Ciliegina sulla torta i 6 punti regalati alla Salernitana …. caput

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