Avellino – Taccone, non è finita. Il 15 ottobre nuova udienza al Coni per un ricorso contro Palermo e Arzachena

Avellino – Taccone, non è finita. Il 15 ottobre nuova udienza al Coni per un ricorso contro Palermo e Arzachena

Continua la battaglia personale di Walter Taccone e del suo Avellino

di Redazione Sport Avellino

Walter Taccone non si da per vinto e continua nelle sue battaglie contro la giustizia sportiva. Infatti, per l’ex patron, è in programma una nuova udienza il giorno 15 ottobre, udienza che lo vedrà impegnato al CONI per un ricorso contro le società del Palermo e dell’Arzachena. 

Un ricorso che la società associata a Walter Taccone aveva presentato il 19 settembre e recita così: ”

“Ricorso presentato il 19 settembre 2018 dalla società U.S. Avellino 1912 s.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), nonché contro le società U.S. Città di Palermo S.p.A. e Arzachena Costa Smeralda SRL, avente ad oggetto l’impugnativa della delibera del Commissario Straordinario della FIGC, pubblicata sul Comunicato Ufficiale n. 59 del 30 agosto 2018, con la quale: a) veniva concesso, a due società di Serie B e dieci di Serie C, termine fino al 28 settembre 2018 per la sostituzione delle garanzie rilasciate dalla società Finworld S.p.A., sul presupposto che, per effetto dell’ordinanza “n. 3424 del 20 luglio 2018 (confermativa del decreto presidenziale 11 luglio)”, ha revocato, in accoglimento dell’istanza avanzata in tal senso dalla Banca d’Italia, le misure cautelari precedentemente assentite, in forza delle quali era stata sospesa l’esecutività della sentenza del TAR del Lazio reiettiva del ricorso proposto dalla Finworld S.p.A. avverso i provvedimenti che ne avevano disposto la cancellazione dall’elenco ex art. 107 T.U.B. ed in considerazione del fatto che il ripristino della esecutività della sentenza appellata dalla Finworld S.p.A. ha determinato la reviviscenza dell’efficacia degli atti impugnati in primo grado, sicché le attività poste in essere medio tempore dalla predetta società, per le quali è normativamente richiesta l’iscrizione all’apposito elenco, debbono reputarsi svolte sine titulo; b) veniva disposto che l’inosservanza del suddetto adempimento costituisce illecito disciplinare ed è sanzionata, su deferimento della Procura Federale, dagli organi della giustizia sportiva con l’ammenda di € 800.000,00 per le società di Serie B e di € 350.000,00 per le società di Serie C, nonché con la penalizzazione di otto punti in classifica da scontarsi nel Campionato di competenza 2018/2019; nella parte in cui omette di concedere lo stesso termine e il medesimo regime sanzionatorio all’U.S. Avellino 1912 s.r.l.”.

 Insomma, la battaglia legale dell’ex numero 1 dell’Avellino continua.
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