Cuore e carattere, grinta ed attributi: Sidigas avanti così

Cuore e carattere, grinta ed attributi: Sidigas avanti così

Dopo due tempi supplementari l’Olimpia Milano deve arrendersi ad una Sidigas Avellino trascinata da Leunen e dalla giocata dell’anno a firma di Ariel Filloy

di Federico Contrada, @federicocontra6

La Sidigas Avellino si è imposta per 94-92 sull’ EA7 Olimpia Milano al Mediolanum Forum di Assago. Sono stati necessari ben due tempi supplementari per sancire il vincitore di una partita che certamente passerà alla storia come una delle più emozionanti partite degli ultimi anni. Una partita in cui la Scandone ha toccato anche un +15 di massimo vantaggio (32-47 al minuto 24), ed era ancora in vantaggio per 60-69  a soli 5 minuti dallo scadere. Milano però è riuscita a ricucire lo strappo in soli 2 minuti con un parziale di 10-0; da quel momento in poi è iniziato un lungo punto a punto tra le due squadre, che hanno chiuso sul 77 pari i tempi regolamentari e sull’86 pari il primo overtime; decisivo a tal proposito il pazzesco buzzer beater di Ariel Filloy, che ha realizzato dall’angolo con passo d’arretramento, il tutto ad 1 secondo dallo scadere del 45° minuto, subito dopo la tripla di Jerrells dagli 8 metri che sembrava aver chiuso l’incontro: mani nei capelli per il pubblico meneghino che già gridava alla vittoria, e candidatura a premio “canestro dell’anno” per Arielito. Come ha ammesso anche il coach dell’Olimpia Simone Pianigiani, probabilmente quello è stato il momento decisivo della partita, soprattutto per l’impatto psicologico che ha avuto sui suoi giocatori.

Nel corso della partita abbiamo ammirato due squadre di grande livello giocare entrambe la propria pallacanestro: Milano cercava spesso i suoi tiratori sul perimetro, e talvolta delegava ai suoi funambolici esterni Jarrells e Theodore la costruzione di qualcosa dal palleggio; 23 e 18 i punti messi a segno rispettivamente dai due, che insieme al lungo Goudaitis (17 punti con 20 rimbalzi) si sono dimostrati i giocatori più in palla della loro squadra. Avellino, dal canto suo, insisteva spesso con pick and roll e penetrazioni in area volendo sfruttare le capacità di N’diaye, in serata di grazia, che ha catturato 12 rimbalzi, ha realizzato 16 punti, ed ha piazzato anche 4 stoppate, che sono la specialità della casa, essendo il re indiscusso in Lega A in questa statistica; un centro solido ed affidabile, che si è ormai guadagnato la totale fiducia dei suoi compagni, in particolare della “triade” di leaders che spicca nelle gerarchie del roster, ovvero Leunen, Filloy e Rich;  questi lo cercano e lo esaltano nell’altra sua specialità, la schiacciata, con precisi passaggi lay-up. Ben 17 sono stati gli assist complessivi effettuati dalla suddetta “triade” , più degli 11 dell’intera Armani Jeans; possiamo leggere questi numeri come una delle chiavi di questo match,con Avellino che si è dimostrata una formazione più coesa ed amalgamata rispetto a Milano.   .

Gli uomini di coach Sacripanti hanno anche dimostrato di avere molto carattere e di essere una squadra dove ci si aiuta tra compagni; una squadra mai doma, che ha dimostrato di avere attributi giusti per portare a casa qualsiasi risultato. Milano ha ceduto proprio nel momento decisivo, quando normalmente una grande squadra emerge. Sarà dovuto anche al fatto che il roster avellinese annovera, forse mai come quest’anno, giocatori di esperienza e di talento, che non hanno timori reverenziali contro nessuno e che comunque rendono sempre difficile la vita al proprio avversario. Filloy è stato l’ MVP di giornata, ha realizzato 21 punti  in 37 minuti giocati; la sua leadership è sempre di più un fattore determinante, ma meriterebbe ex-aequo questo premio anche il “Professor” Leunen, un giocatore che non scopriamo certo stasera ma che ogni volta riesce a stupire: legge il gioco come pochi, e rende semplici ed efficaci giocate apparentemente molto difficili: 9 punti con 10 rimbalzi e 8 assist per lui con 23 di valutazione in 40 minuti giocati; sono statistiche che rendono l’idea di quanto si sia calato alla perfezione nel ruolo di Capitano. Jason Rich ha giocato la sua consueta partita, fatta di sostanza in termini realizzativi e, come già accaduto con Varese, di freddezza nel momento decisivo della gara, allo scadere del secondo overtime: pur “sporcando” le sue percentuali  in alcuni momenti di imprecisione al tiro(6/15 da due, 2/6 da tre), ha realizzato 21 punti e soprattutto il canestro finale della vittoria con una straordinaria azione personale chiusa con un morbido appoggio da vicino.

Gli appassionati della Scandone si augurano che una vittoria come questa possa rappresentare un momento di “svolta” di un’intera stagione, anche perché ottenuta nonostante l’assenza di tre giocatori importanti; la sosta sarà provvidenziale per il recupero di Fitipaldo e Fesenko, che si spera possano essere a disposizione per il 2 dicembre, quando, dopo la pausa-nazionali, verranno al Paladelmauro i campioni d’Italia della Reyer Venezia, in una partita che ha già il sapore della rivincita dopo i play-off dello scorso anno, oltre che di ulteriore banco di prova per misurare l’effettivo valore della Sidigas di quest’anno.

 

 

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