Ha ragione Novellino: silenzio e umiltà, l’Avellino ha bisogno di tutti

Ha ragione Novellino: silenzio e umiltà, l’Avellino ha bisogno di tutti

C’è una stagione da salvare. Stop alle polemiche, alle trattative societarie, stop ai mugugni: ora deve parlare solo il campo

di Michelangelo Freda, @m_freda21

Che parli il campo. Adesso e subito. L’Avellino ha davanti a sè una opportunità incredibile. Tre partite dentro. Una dietro l’altra. Il Parma giovedì, poi il Bari a Pasquetta, infine il Perugia. Tre gare al Partenio-Lombardi. E non importa chi sarà l’avversario. Quello non conta. Perchè nè Parma, nè Bari, nè Perugia possono e devono far paura. Ha fatto bene il tecnico a scegliere la strada del silenzio. E’ giusto che adesso a parlare sia il campo. E i giocatori lo sanno. Ci si gioca una stagione. Ci si gioca nelle prossime tre gare il futuro dell’Avellino calcistica. Ci si gioca la salvezza e con punti pesanti la squadra potrebbe trovare persino la serenità di poter contare su un cambio societario imminente.

Continuare a restare laggiù in classifica non giova a nessuno. Ai calciatori, al tecnico (che ha un altro anno di contratto) e alla piazza. Quindi è arrivato il momento del silenzio. E’ arrivato il momento di cucire la bocca, tappare le orecchie e guardare, con i propri occhi, cosa sarà in grado di fare la squadra. Perchè Parma, Bari e Perugia non possono e non devono far paura a nessuno. Specie in casa dove la squadra, in questa stagione, è stata capace di far allontanare la gente ancora di più. E a tutti porgiamo il nostro appello corale. L’Avellino ha bisogno di noi. L’Avellino ha bisogno di infiammarsi di nuovo. E ha bisogno del calore della gente. Solo così non si potranno concedere ulteriori alibi a società e tecnico. Solo così si può spingere la squadra a prestazioni importanti.

E’ il momento dell’unità. E’ il momento di soffrire per i problemi che conosciamo tutti in silenzio e alzare la voce per incitare la squadra alla conquista di risultati importanti. Nessuno ha mai chiesto e chiederà la luna. Ma bisognerà salvarsi. Il prima possibile. Per programmare magari anche il futuro se ci saranno i presupposti per farlo. E allora sotto a chi tocca. Ora c’è il Parma. Batterlo significherebbe respirare in classifica e conquistare autostima. Lo merita la piazza e in fondo lo meritano anche i calciatori, Novellino compreso. Non vogliamo pensare che il vero Avellino è quello che non vince da una eternità. Vogliamo essere ottimisti. E sognare una salvezza senza affanni. Accogliamo il silenzio di Novellino, quindi, come concentrazione assoluta. Accogliamo la sua voglia di rivincita e di vendetta. Per il bene dell’Avellino, quindi, unità. I conti si faranno alla fine. Ma prima bisogna salvare la categoria. Bisogna salvaguardare la serie B. Diamoci sotto ragazzi. Avellino è con voi.

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