Serie C: due club in difficoltà, gli ultras cercano di salvarle

Serie C: due club in difficoltà, gli ultras cercano di salvarle

La Serie C è in constante difficoltà, nelle ultime settimane le vicende di Modena (Girone B) ed Arezzo (girone A), fanno dubitare la possibilità di un regolare svolgimento della categoria.

di Michelangelo Freda, @m_freda21

La Serie C è in constante difficoltà, nelle ultime settimane le vicende di Modena (Girone B) ed Arezzo (girone A), fanno dubitare la possibilità di un regolare svolgimento della categoria.

Le vicende di Modena oramai sono all’ordine del giorno, con l’ex presidente che alle telecamera de la “Domenica Sportiva” attacca i suoi ex giocatori millantando un comportamento antisportivo da parte degli stessi, accusandoli implicitamente di aver potuto influenzare i match.

Bisogna attendere la quarta sconfitta a tavolino, domani contro il Padova si tratterà della terza sconfitta a tavolino, affinché si possa escludere il Modena Calcio dopo 105 anni di storia. Da considerarsi impossibile l’intervento da parte dell’imprenditoria locale per salvare la società in questo stato debitorio (quasi 8mln di euro). Si attende la rinascita per l’anno prossimo dalla Serie D, ritornando a scrivere la storia di questo club.

Anche se una domanda nasce spontanea: com’è possibile che la Lega Serie C abbia consentito la regolare iscrizione al campionato da parte della società emiliana, se a 2 mesi dall’inizio della competizione bisogna cancellare il nome dalla classifica e dal calendario? Qualcosa non quadra, è vero che vi è stato un deferimento da parte della Procura Federale, la quale contesta all’ex Presidente Caliendo la violazione delle norme ai fini del rilascio della licenza per l’ammissione del club al campionato di Lega Pro, a quella dei doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il 7 luglio scorso, al totale ripianamento della carenza patrimoniale.

In Toscana, nella città di Arezzo, gli ultras hanno messo in moto una macchina sociale affinché si possano individuare, nell’ambito dell’impreditoria locale, degli interessati a salvare l’Arezzo calcio dopo le dimissione del Presidente Ferretti, che lascia la società aretina dopo aver pagato gli stipendi ma senza versare i contributi, un addio che da parte di Ferretti dovuto soprattutto ai mancati pagamenti da parte dello Stato verso le aziende dell’imprenditore romano, secondo quanto detto dalla ex proprietà. I debiti per la società toscana sono di circa 600.000 euro ed i bilanci sono certificati dalla Covisoc.

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