Sidigas Avellino, Keifer Sykes : “Vivo per sport. Dura la vita del ghetto, la famiglia mi ha dato la forza. Che occasione vedere CR7”

Le parole del playmaker di Chicago da quest’anno alla Sidigas Avellino

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Pausa del campionato italiano di basket che riprenderà il week end dell’Immacolata. Molti giocatori sono in permesso dai propri club per tornare qualche giorno a casa e in famiglia. Al Film Festival di Torino, si è recato il playmaker della Sidigas Avellino, Keifer Sykes, che è stato intercettato dai giornalisti di Tuttosport per una intervista molto toccante.

Il giocatore in serata, ha raccontato, sarebbe poi andato allo Juventus Stadium ad assistere a Juventus-Valencia di Champions League, per vedere uno dei suoi idoli, Cristiano Ronaldo. Sykes era al Festival, infatti, con sotto il vestito la maglia della Juve.

Parlando dell’intervista, il giocatore ha raccontato la sua triste infanzia al ghetto di Chicago, dove si moriva davvero per poco e soprattutto per sbaglio, come accaduto ad alcuni elementi della sua famiglia e a tanti suoi amici.

sykes maglia juve tuttosport

Questa la bella intervista di Sykes a 360° gradi: “Sono cresciuto a terror town – esordisce il piccolo play – Sono qui al festival di Torino perchè c’è un film che racconta il passaggio al college dei 20 migliori giocatori di Chicago, ma molti non riescono, perchè finiscono ammazzati. Io ce l’ho fatta e oggi sono felice di poterlo raccontare. E dopo la serata continua all’Allianz Stadium, a vedere la Juventus ma soprattutto Cristiano Ronaldo, che occasione vederlo in Italia. Poi torno in Usa, per qualche giorno dai miei bimbi. Sono padre da quando avevo 17 anni. Tanti atleti e ragazzi comuni diventano padri in una età di quando si è figli ancora. E’ difficile la vita al ghetto. Lo sport è un’occasione per tanti ragazzi di Chicago, dove oltre il 50% di loro non lavora. Quindi è importante riversarsi nello sport. Io questa occasione l’ho colta. In Italia dovevo venire due anni fa, proprio a Torino, ma poi saltò tutto. Avevo firmato anche un contratto con la Fiat, ma poco prima con la Lega Coreana, che poi non mi liberò e fui costretto ad andarci. Ho passato momenti difficili nella mia infanzia, mi spingeva ad andare avanti la mia famiglia e il poster di Lebron James. Più lo guardavo e più mi dicevo di non mollare. Avere in squadra ad Avellino Norris Cole che ha vinto titoli con Lebron è un sogno. Sono uscito da queste difficoltà con tanta determinazione, consiglio ai ragazzini di non mollare, di non arrendersi e se qualcuno grazie a me riesce a farcela, ne sarei davvero felice. Guardando indietro a 7 anni fa, con la morte di mio padre, con la famiglia disperata, mi vengono ancora i brividi. Papà era la mia guida, la sua scomparsa mi segnò profondamente ma mi sono rimboccato le maniche e sono andato avanti. Grazie al mio talento nello sport sono riuscito ad emergere e ad aiutare la mia famiglia, che aveva tanto bisogno. Ero il fratello più piccolo e mi sono caricato tutti sulle spalle. Spero che questo film sia da esempio per tanti, giovani, ragazzini, a non arrendersi come ho fatto io. Informare le persone, per me, è un bene. L’informazione aiuta l’ignoranza e ad abbatere le barriere”. 

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