Avellino – Le pagelle di fine anno dei lupi. Tribuzzi e Parisi i migliori. Qualche insufficienza

[tps_title]Intro[/tps_title]

di Marco Costanza e Leo Pecorelli

La stagione 2018/19 dell’Avellino Calcio è finita. Dopo una cavalcata incredibile i lupi sono riusciti a portare a casa la vittoria del campionato e a scappare dall’inferno della Serie D dopo solo un anno, tornando in Serie C e programmando subito la scalata verso il calcio che conta. Una stagione conclusasi con l’appendice trionfale della Poule Scudetto, che ha visto i lupi vincere anche a Perugia, nella finale con il Lecco, diventando i campioni della Serie D.

Come al termine di un anno scolastico vengono consegnate le pagelle, così anche noi a fine anno sportivo abbiamo dato i “voti” ai lupi come consuetudine. Questo il pagellone di SportAvellino.it.

[tps_title]Portieri[/tps_title]
 

Lagomarsini 6,5: Fino a gennaio è il titolare dell’Avellino, alterna buone partite a gare complicate, rispecchiando l’inizio della squadra di Graziani. E’ uno dei pochi portieri “over” del campionato, una scelta che vede l’Avellino giocare con un “under” in più in campo. Da gennaio con l’arrivo di Viscovo perde il posto da titolare, ma da grande professionista accetta le scelte e si fa trovare pronto quando serve. Nella Poule Scudetto protagonista nel finale, quando para un rigore a Picerno e nella finale con il Lecco. Sufficienza meritata.

Viscovo 7: Arriva a gennaio e si prende subito le scene. Bucaro lo piazza subito titolare per avere un “over” in più che utilizza in difesa e la scelta paga. Protagonista assoluto in diverse partite, qualche svarione soprattutto in uscita ma molto affidabile e di grande personalità. Ci ricordiamo della sua parata istintiva nello spareggio con il Lanusei su Bernardotto, a pochi secondi dall’intervallo, evitando un pareggio che avrebbe potuto cambiare la storia. Grande parata anche col Bari nella sua ultima apparizione in biancoverde. La Serie A che ha solo annusato lo scorso anno, lo potrà rivedere come protagonista.

Pizzella 4,5: Che Bucaro volesse puntare sull’under tra i pali lo si era capito subito, schierandolo titolare in un paio di match, per sfruttare l’uomo di esperienza in campo. Il suo campionato inizia e finisce in un amen. Nella scellerata gara di Sassari con la Torres, naufraga con tutto l’Avellino in quello che sembrava un vero e proprio Game Over per la lotta al primo posto. Il brutto gesto con il raccattapalle da condannare e dopo quelle 3 giornate di squalifica non ha mai più giocato.

Longobardi e Bruno: sv. 

[tps_title]Difensori[/tps_title]
De Cesare Morero

Dionisi 8:Il vero acquisto del mercato di riparazione. Aggressivo, esperto, vincente, leader difensivo, quasi sempre impeccabile. Matteo Dionisi si laurea come uno dei principali protagonisti della mirabile stagione biancoverde. Risulta garante della radicale metamorfosi difensiva dei lupi. Con il suo insediamento, gli irpini cambiano volto. Le reiterate sbavature della retroguardia e le reti subite da calci piazzati divengono, pian piano, soltanto un vecchio ricordo.

Morero 8,5: Capitano, base del nuovo Avellino, leader silenzioso ma efficace, si carica sulle spalle una nuova avventura, quella dilettantistica, tra vari scetticismi iniziali. Prende per mano la squadra, ne mantiene il controllo anche nei periodi più buoi, annulla le difficoltà, gestisce la manovra della difesa, svetta in cielo nei momenti che contano, mette a segno ben cinque reti, tra cui l’ultima, decisiva, in finale contro il Lecco. Insomma, il capitano che serviva. L’uomo di cui quest’Avellino aveva bisogno per ripartire, dimenticando un passato condiviso.

Betti: 7: Una piacevole sorpresa. Giunge in Irpinia per colmare una delle maggiori lacune del primo Avellino dilettantistico: la fascia destra difensiva. Nelle prime gare non impressiona particolarmente, poi ingrana. Partita dopo partita inizia a calarsi perfettamente nei panni del terzino tuttofare. Difende, lotta, imposta, si sovrappone. Ben presto mostra il suo talento, considerando la giovanissima età (classe 2000). L’incredibile rincorsa al primo posto e il “doblete” finale hanno goduto, senza ombra di dubbio, anche del suo contributo.

Parisi 9: Il fiore all’occhiello dei lupi. 18 anni, sangue biancoverde, gioiellino coltivato in casa: Fabiano Parisi ha impressionato tutti. La più grande sorpresa di questo campionato, uno dei migliori under in circolazione. Mostra le proprie qualità sin dall’inizio, ma nel corso del campionato cresce a dismisura, risultando completo in tutti i reparti. Corsa, tecnica, pressing, dribbling, carattere, aggressività. Il terzino sinistro gioca come se avesse alle spalle un’esperienza decennale. Invece è 2000, viene da Serino e si candida a scrivere la storia dei lupi, da protagonista e casalingo. E la sua esperienza in biancoverde non poteva iniziare meglio.

Capitanio 6: Giunge in Irpinia a novembre, da svincolato. Rientra spesso nell’undici iniziale, prima del mercato di riparazione. Inizialmente guida il centro della retroguardia insieme a capitan Morero. Con l’acquisto di Dionisi, poi, trova poco spazio nella difesa biancoverde. Funge, tuttavia, da buon rincalzo per la categoria, avendo risposto sempre presente.

Dondoni 6: Colleziona 18 gettoni con la casacca biancoverde. Non impressiona con costanza ma, quando viene chiamato in causa, stringe i denti. Dopo un avvio di campionato che l’ha visto spesso in campo, trova la sua maggiore continuità nell’intermezzo della stagione, a causa anche di infortuni e squalifiche altrui.

Patrignani 5: Una stagione caratterizzata da poche luci e particolari ombre. Non riesce a convincere, soffre la poca esperienza e appare scarico sia in fase difensiva che offensiva. Ha un intero girone d’andata per mettersi in mostra, ma non sfrutta l’occasione al meglio. Con l’innesto di Betti perde ogni forma di titolarità, timbrando l’ultima presenza in campionato il 16 gennaio.

Zullo: S. V.

Omohonria 5: Eddy arriva a dicembre dal Mantova, presentato come un terzino tutto fare, che può giocare anche in categorie superiori, anche se acerbo, ha una grande corsa. La stagione di Eddy inizia e finisce di fatto a Sassari con la Torres. Fa il suo esordio nella ripresa di quel match con i lupi, dopo pochi minuti cicca una palla incredibile e i sardi ne approfittano per segnare e costringere l’Avellino al ko. Da allora anche la sua fiducia è andata scemando, Bucaro lo ha riprovato in altre occasioni ma non ha mai saputo reagire.

Mithra SV: Quasi sempre infortunato, non riesce ad essere protagonista

Mikhailovsky 5: Scelto da Graziani a Sturno per fare il centrale difensivo con Morero, il giocatore inizia abbastanza bene, per poi perdersi in maniera clamorosa, errori di posizione, errori di impostazione, spaesato, in netta difficoltà, insieme a tutto l’Avellino fino a dicembre, quando venne tagliato.

Nocerino: sv. Giocato pochissimo, lo abbiamo rivisto a Perugia nella finale con il Lecco domenica scorsa. Contenti abbia vinto anche lui il campionato.

[tps_title]Centrocampisti[/tps_title]
Alessandro Di Paolantonio

Matute 7,5: il leone del centrocampo irpino. La sua presenza è fondamentale nella mediana. La sua grinta, esperienza, determinazione, sono stati indispensabili. Ha realizzato anche un paio di gol importanti, che hanno regalato punti pesanti ai lupi. Sicuramente un elemento affidabile sul quale puntare anche in Lega Pro.

Di Paolantonio 7: un acquisto decisivo per migliorare la qualità dell’Avellino in mediana. Voluto da Graziani, ma valorizzato da Bucaro. C’ha messo un pò di settimane per trovare la forma giusta, ma con la sua qualità, poco alla volta, si è preso il posto da titolare, scalzando Gerbaudo nel ruolo. ha finito la stagione in crescendo, un giocatore che può fare la differenza anche in Serie C.

Gerbaudo 6,5: è suo il primo gol dell’Avellino targato De Cesare. Alla prima giornata, in quel di Ladispoli sblocca la gara. Un inizio positivo, poi cala come tutta la squadra da ottobre a dicembre. Con Di Paolantonio che guadagnava gerarchie, da febbraio si è ritrovato spesso in panchina, ma sempre umile e  mai una parola fuori luogo, accettando le decisioni del mister e dando una mano anche da subentrato, riuscendo a segnare a Trastevere il 2-0 nel finale, per un gol determinante. Elemento che ha sofferto molto la categoria, non adatta al suo gioco, sicuramente lo rivedremo al meglio in Serie C.

Tribuzzi 9: Elemento in più dei lupi, giocatore, che vista l’età, è il futuro dell’Avellino. In diverse partite prende la squadra sulle spalle, crea superiorità saltando diversi avversari. Una sorpresa assoluta dell’Avellino. Vale lo stesso discorso fatto per Parisi, un giovane sul quale costruire l’Avellino del futuro per altre categorie. Attendiamo conferme anche in Serie C, dopo la “doppia doppia” fatta in Serie D, con 12 gol, e 12 assist. Ma siamo certi che Alessio presto lo vedremo in altre categorie, magari insieme al lupo. Un carattere, come Parisi, da migliorare, ma per il resto, con il lavoro e l’impegno potrà arrivare in alto.

Da Dalt 7,5: L’argentino è esperto in rimonte folli. Come l’anno scorso, con la Vibonese, Da Dalt riesce nel rimontone e a vincere un campionato incredibile. Un acquisto di dicembre importantissimo. Arrivato con umiltà, si è subito calato nella realtà irpina, con passione e dedizione, facendosi subito amare dai suoi tifosi. Un giocatore dal quale ripartire, forte in fase offensiva, generoso nel tornare e difendere. Unico neo, pochi gol, ma è uno che di gol ne fa segnare tanti. sarebbe utile anche in Serie C.

Buono 6: Stagione positiva, senza troppe pretese per lui, si fa trovare pronto al momento giusto, utile nel turnover e nella batteria degli “under” per disegnare lo schieramento tattico. Può migliorare in tante cose.

Carbonelli 6: E’ tra gli under che maggiormente colpiscono con Graziani, un ragazzo duttile, sia interno che sulla fascia, in alcune partite fa davvero impressione. Da gennaio subisce un infortunio e praticamente scompare, non lo si vede più. Bucaro praticamente lo ha usato solo per la Poule Scudetto, dove ha sfornato buone prestazioni. Peccato perchè sarebbe stato utilissimo alla causa e sicuramente avrebbe potuto mettersi maggiormente in luce, visto le premesse.

Acampora 5,5: di quelli tagliati a dicembre probabilmente è quello che meritava di più. Con Graziani si stava guadagnando i suoi spazi, poi con l’arrivo di Bucaro la sua avventura in Irpinia è terminata. Giocatore determinato e volenteroso, ci metteva l’anima anche se con enormi limiti tecnici.

Rizzo sv: dovrebbe essere un elemento che fa la differenza anche da under. Lo si vede mezza partita, poi un infortunio delicato lo estromette dal campo per tutta la stagione. Praticamente non lo si vede mai. Peccato soprattutto non averlo potuto osservare e valutare. Bucaro in conferenza disse è il giocatore con i piedi migliori che abbiamo in rosa. Peccato non averlo visto.

Totaro: sv. 

[tps_title]Attaccanti[/tps_title]
De Vena sforbiciata

De Vena 8,5: trascinatore assoluto dalla prima all’ultima giornata. Visti i problemi a Ciotola, Sforzini, Pepe, ed altri, per ampi tratti della stagione è l’unico a tirare la carretta, soprattutto all’andata, giocando e sforzandosi anche se anche lui non al 100%. Nel ritorno frena un pò la sua corsa, ma l’Avellino ritrova altri protagonisti. Torna a segnare quando serve, nel momento chiave, nello spareggio di Rieti col Lanusei, col Bari e a Picerno, trascinando i lupi in Serie C e alla final 4 della Poule Scudetto. ha ritrovato voglia ed energia, perse nelle ultime stagioni. Speriamo possa essere protagonista anche in Serie C.

Alfageme 5,5: E’ il colpaccio di gennaio di Musa e dell’Avellino. Il ragazzo che dovrebbe spostare definitivamente gli equilibri e far fare un salto di qualità in attacco alla squadra. Arrivato anche grazie alla presenza dell’amico De Vena, compagno a Caserta. Un blocco del trasferimento della Lega, costringe l’argentino a non poter essere tesserato per circa un mese, nel quale lui dimostra però tutta la voglia e il desiderio di giocare. Il 4 febbraio finalmente Alfageme può giocare e fa il suo esordio il 9 febbraio, proprio nello scontro diretto a Lanusei, dove dimostra grande energia e voglia, rincorrendo avversari anche come terzino. Ma in fase offensiva è poco lucido spesso, sbaglia alcune volte dei gol anche facili, poi alcuni acciacchi lo frenano. In 11 presenze, l’argentino va segno 2 volte solo, con Monterosi e Castiadas, a fine febbraio. La lunga pausa a marzo non gli giova, quando torna è fuori forma e lotta con un problema fisico che lo frena. Da rivalutare visto le attese.

Sforzini 7: Il tagliagole arriva da tanti troppi infortuni. E’ una scommessa che provano a vincere Musa e Graziani. Ma Nando contribuisce con una buona media gol, considerando altri acciacchi al quale ha dovuto tener conto. Un leone, un combattente che ha trascinato in diverse gare i lupi al successo. Anche uomo spogliatoio ed esempio per i più giovani. Una stagione del rilancio per lui, dopo tante delusioni e difficoltà fisiche.

Ciotola 7: Con Sforzini e Pepe manca solo De Zerbi, che allena, e si avrebbe tutto il parco attaccanti dell’Avellino in B del 2008/09. La partenza è difficilissima, arriva in condizioni precarie al Partenio, gioca pochissimo, incide ancor meno, addirittura si pensava che non arrivasse nemmeno a dicembre e che fosse tagliato prima. Invece CN7, con il lavoro, la dedizione, il sacrificio e la volontà, da vero professionista, si è rimesso in gioco, divenendo un elemento fondamentale a partita in corsa per Bucaro. Da novembre il cambio di passo che gli è valso la riconferma, con 4 gol consecutivi. Nell’ultimo quarto d’ora, infatti, grazie a lui e la sua esperienza, i lupi hanno ottenuto punti decisivi. Nel ritorno un gol solo ma decisivo in casa della Vis Artena a pochi minuti dalla fine, quando la rincorsa al Lanusei era ancora nel vivo. Una stagione dove ha contribuito alla grande anche lui al rilancio dei lupi.

Mentana 5: Stagione difficile per il giovane attaccante, partito con tante prospettive, dotato di un fisico possente, ma poco decisivo. Una stagione dove poteva e doveva incidere di più. Entra spesso dalla panchina, quando parte titolare per il gioco degli under è poco decisivo. Ma anche lui nel piccolo, segna un solo gol, che risulterà poi decisivo. Quello con il Monterosi al ritorno nel 2-1, dove segna il suo unico gol. Da rivedere senza dubbio.

Tomptè 5: Ci potrebbe stare anche un senza voto ma le occasioni il giovane ragazzo ce le ha per giocare, partendo spesso dalla panchina. E il suo campionato inizia alla grande, segnando nell’1-4 dell’esordio a Ladispoli. Poi diventa un oggetto misterioso e sparisce dai radar sia di Graziani che di Bucaro.

Pepe sv: Anche lui oggetto misterioso, arriva a gennaio, per tamponare anche il mancato tesseramento di Alfageme. Poche partite, poi si fa male non lo si vede più. Torna nella Poule Scudetto, dove sbaglia anche un rigore con il Lecco nella finale, ma i 4 errori lombardi lo rendono ininfluente. Poco altro da dire, non valutabile.

Ventre 4: Probabilmente qualcuno se l’era dimenticato ma c’era anche lui in rosa, fino a dicembre. Giocatore ex primavera Inter, di cui si parlava un gran bene, elemento che avrebbe dovuto partire insieme a De Vena e fare sfracelli e invece non entra mai in sintonia con la squadra, non riesce mai a rendere il suo valore. Separato in casa da mesi, a dicembre giusto taglio e tra l’altro, non ha trovato squadra da allora.

 

[tps_title]Allenatori[/tps_title]

Archimede Graziani 4: E’ lui la scelta di Carlo Musa per la rinascita dell’Avellino. Il tecnico di Carrara, che la scorsa stagione aveva salvato il Lanusei ai playout. Un allenatore sergente di ferro, sceglie di fatto lui i giocatori a Sturno in ritiro, nei vari provini fatti. Non entra in sintonia con la piazza, con delle uscite a vuoto in conferenza stampa, dove si parlava di storia, di umiltà e di altro. Inoltre, spesso affermava di difendere a tutti i costi i suoi ragazzi, soprattutto gli under, da eventuali errori e attacchi della critica, ma alle prime difficoltà era il primo che li attaccava. La debacle con il Trastevere al Partenio sancì il suo addio in un clima poco sereno che ormai da settimane si respirava.

Giovanni Bucaro 7,5: Arriva i primi di dicembre nello scetticismo, con parte della piazza che si attendeva altre scelte della società. Sceglie Daniele Cinelli come vice, e si mette in gioco, accettando una sfida quasi impossibile, ovvero recuperare 8 punti dalla vetta, che all’epoca era occupata dal Trastevere. Umiltà, serietà e determinazione, anche se con un avvio sulla falsa riga di Graziani, non lo fanno decollare. Ha la bravura di cambiare in corsa e abbandonare il suo 4-3-3, trovando la quadratura col 4-4-2, o 4-2-4. Da febbraio l’Avellino è una macchina da guerra e macina vittorie su vittorie, arrivando alla vittoria finale di Rieti e alla conquista della Poule Scudetto. Una rivincita per Bucaro, che si toglie più di qualche sassolino dalla scarpa e porta l’Avellino dove merita, senza passare dai playoff.

Staff tecnico e preparatori 8: Se l’Avellino nel girone di ritorno ha messo la quinta è anche merito dello staff tecnico e dei preparatori fisici e atletici, che hanno lavorato in maniera perfetta, con la squadra arrivata alla grande allo sprint finale per la promozione e alla Poule Scudetto. Dopo un inizio di preparazione iniziato praticamente a settembre, non era semplice dare continuità al lavoro e preparare una squadra perfetta anche dal punto di vista fisico e atletico. E la rimonta vincente dei lupi è anche merito dello staff, che ha saputo far arrivare i giocatori al top della condizione nel momento chiave della stagione.

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