La sua prima gara con la maglia della Sidigas è coincisa con la prima sfida stagionale contro l’Upea Cpo D’Orlando. Era il 23 settembre 2014 e Justin Harper, arrivato da pochi giorni in Irpinia, si mette subito in evidenza con 21 punti e 11 rimbalzi. Dopo meno di due mesi, a campi invertiti, il prodotto di Richmond University non è stato da meno, vestendo i panni del trascinatore nella vittoria della Scandone al PalaFantozzi e timbrando per l’occasione ben 20 punti con un chirurgico 5/5 da due punti e 3/3 dall’arco dei tre punti. Il ventello ai siciliani fu il primo all’interno del campionato che l’ala con trascorsi agli Orlando Magic sta disputando con la canotta avellinese. Si ricordano quelli a Sassari (23 punti), con Roma (21) e l’ultimo, in ordine di tempo, a Pesaro, coinciso con l’ultima vittoria della sua squadra. Non è un caso, infatti, che quando Harper ha chiuda come top scorer per i suoi, sono arrivati i due punti per i suoi fatta eccezione per la sfortunata trasferta contro i sardi, freschi vincitori delle Final Eight. Buon tiratore coi piedi per terra, insospettabile rimbalzista in attacco e difesa, abile a costruirsi il tiro dal palleggio o spalle a canestro. Tra le pecche del numero 32 c’è la scarsa continuità in termini di concentrazione, evidenziata, in alcuni momenti, da un apporto difensivo (ed un linguaggio del corpo) non comparabile a quanto, invece, prodotto in attacco. La gara di Desio è stata l’ulteriore conferma di come Harper sia croce e delizia, trascinatore o punto debole (in qualche frangente) del roster che punta a bissare il successo dell’andata. Sulla carta la missione non appare impossibile sebbene Capo D’Orlando sia riuscita soltanto nella gara di Cremona a far festa. Le recenti quattro sconfitta di file non devono trarre in inganno. Si correrebbe il rischio di incappare negli errori, o meglio, negli spettri di qualche settimana fa.