Ancora un finale amaro per la Sidigas Avellino che viene battuta per 60-58 nell’ultimo quarto di finale delle Final Eight di scena al PalaDesio. Una prodezza di MarShon Brooks ad 1” dalla conclusione condanna all’eliminazione i biancoverdi.
CRONACA – Il secondo scontro a distanza di quattro giorni tra Sidigas Avellino ed Emporio Armani Milano si apre nel segno della formazione biancoverde che parte in maniera lanciata portandosi dopo tre giri di lancette sul 7-0, tutto di marca americana. In panchina Anosike, vittima di una faringite che ha spinto coach Vitucci a preferirgli Luca Lechthaler. A referto, infatti, si iscrivono Harper, Banks, Gaines e d Harper. Per Milano l’inizio è da incubo: zero punti dopo quasi quattro minuti così come le palle perse. Un dato preoccupante che costringe coach Banchi a guardare in panchina, togliendo un confusionario Ragland per Moss, con Hackett che scala nel ruolo di playmaker. L’inchiodata di Samuels bagna il primo canestro della Final Eight. Avellino perde e, al tempo stesso, sbaglia qualche tiro di troppo. L’EA7 non si fa pregare e Moss riduce a sole due lunghezze il divario al 6’. Il fallo di Gaines su Hackett produce i due tiri liberi che decretano la prima parità della gara sul 7-7. La Scandone non si fa prendere dal panico e risponde immediatamente con Harper e la bimane di Hanga che riporta gli irpini nuovamente avanti. Entrano sulla scena anche Cadougan e Cavaliero. Melli firma il nuovo pari (11-11). Scalda la mano anche Harper dall’arco dei 6,75 metri e Avellino eguaglia il precedente massimo vantaggio (18-11). Il tiro libero di Cadougan aggiorna l’high score del match per la Sidigas che scappa sul + 8 (13-21). Milano non accenna ad arrestare la sua rincorsa. L’impatto di Kleiza in avvicinamento segna il 22-23 Gara equilibratissima sul 22-25. Vitucci si rifugia nel timeout. L’Armani è più reattiva sulle palle vaganti. Gentile fa valere i centimetri su Gaines, Brooks fa assaggiare le sue doti di saltatore e il match ha un nuovo padrone: 26-25. Come già accaduto nel match di campionato, l’Olimpia riesce a gestire l’inerzia del match, colpendo nel punto in cui gli avellinesi sono più deboli: nel pitturato. Un invito a nozze per lo stesso Samuels, primo a raggiungere la doppia cifra (già 10 punti e otto rimbalzi al 18’). Avellino sporca visibilmente le proprie percentuali offensive, vedendo poco il canestro dalla lunga distanza (1/7 al 19’). A smuovere il punteggio è Harper in lay-up in una selva di divisa biancorosse che tiene a galla la sua squadra sul 32-29 alla sirena di metà gara. La ripresa delle ostilità alimenta le speranze della Sidigas che si riporta ad una sola lunghezza di svantaggio . Priva di un riferimento sotto le plance (Anosike nella fattispecie) è Harper a caricarsi Avellino sulle proprie spalle per il nuovo – 1 (36-35) al 24’. Banks trova il fallo di Ragland e tutto d’un tratto la Sidigas mette la freccia del sorpasso. Entrambe le sfidanti provano a premere sull’accelleratore ma a beneficiarne sono i campani che non entusiasmano sul piano del gioco ma riescono a pungere l’EA7 con rapide ripartenze. Una magia di Hanga (con tanto di gioco da tre punti) in penetrazione obbliga Hackett al suo terzo fallo (40-44). Kleiza sbaglia la tripla del -1 ma il lituano prende il rimbalzo e non sbaglia. Ma Avellino guida 42-45. I lupi cavalcano l’onda, mettendo a nudo l’egocentrismo dei Campioni d’Italia: Hanga ruba palla a Ragland e vola sopra il ferro a realizzare il 43-49 del 32’ che fa scattae il campanello d’allarme per Banchi. Milano si rifugia nelle mani di Hackett e Kleiza che la tengono incollata al match (50-51). Torna a farsi sentire Samuels che fa ½ dalla linea della carità. Dalla rubata di Gaines Avellino trova altri due preziosi punti che vengono annullati dal fallo sul tiro da tre punti furbamente conquistato da capitan Gentile (53-54). Risponde con la stessa moneta un Harper, lontano parente del giocatore visto lunedì al Mediolanum Forum. Finale al cardiopalma: Kleiza sbaglia tutto solo la tripla della potenziale stoccata. Gaines a 37” dal termine ne manda a bersaglio solo uno di due tiri liberi. Hackett si attira l’aiuto di Lechthaler che favorisce il tap-in di Samuels: 58-58. Banks pasticcia; Brooks cadendo all’indietro punisce. E regala la semifinale all’EA7.