Finali amari e palle perse, per la Sidigas serve un’inversione di tendenza

La sindrome dei finali amari colpisce ancora. E nuovamente in trasferta. E’ questo il vero punto debole della Sidigas Avellino che in quattro gare su cinque contraddistinti da finale punto a punto, ha fatto sentire tutti i propri effetti sulla formazione biancoverde che ha lasciato sul terreno ben otto punti sui dieci potenzialmente conquistabili. Nell’ultimo match andato di scena a Bologna, la Scandone non è riuscita ad invertire questa tendenza che sta accompagnando in questo scorcio di campionato la truppa di Vitucci. Già al debutto contro l’Umana Reyer Venezia si erano palesati i primi segnali di una mancanza di killer instinct nei momenti topici dell’incontro. Se si torna indietro allo scorso 12 ottobre la Sidigas riesce a conquistare le quattro lunghezze di vantaggio agli inizi del quarto periodo, lentamente annullato dai lagunari che con Peric, Ruzzier e Viggiano girano la frittata in favore degli orogranata, approfittando della scarsa vena ai tiri liberi della Scandone che chiuderà gli ultimi dieci minuti con un emblematico 4/10 dalla linea del tiro libero. Il copione si ripete in maniera pressoché identica anche la settimana successiva quando è la Mapporo Arena il teatro della seconda beffa di Banks e compagni che, all’interno di una sfida dal punteggio basso, restano all’asciutto di punti per ambi tratti della frazione conclusiva, collezionando numeri poco entusiasmanti sia da due che da tre punti: 1/6 da due e 0/5 dai 6,75 metri coi tiri liberi che, rispetto a soli sette giorni prima, rappresentano l’ancora a cui riusciranno ad aggrapparsi gli irpini. Un epilogo al cardiopalma sembra profilarsi nel primo acuto del torneo quando è la Consultinvest Pesaro a creare grattacapi ad Avellino dopo un primo tempo dominato in lungo e in largo, al cospetto di un avversario abile a punire il calo di concentrazione di Anosike e compagni capace di limare il gap dal – 22 del secondo quarto sino al – 7 poco dopo il rientro in campo nell’ultimo quarto di gioco. Il pubblico biancoverde sarà costretto ad assistere ad un nuovo simile spettacolo anche nel primo posticipo del lunedì in diretta televisiva quando la Scandone sciupa ben quattordici lunghezze di margine costruite nei primi 30′ di gioco, consentendo ai Campioni d’Italia di risorgere con le acrobazie di Brooks e la mano caldo da tre punti di Gentile che rende incandescente gli ultimi secondi. Destino amaro, invece, toccherà ai biancoverdi, obbligati a masticare amaro prima a Sassari e due settimane dopo all’Unipol Arena contro la Granarolo. In terra sarda la Scandone paga ancora una volta le polveri bagnate dalla lunga distanza con un eloquente 0/6 e ben dieci palle perse (tra cui un velenoso pallone gettato alle ortiche da Harper nell’azione del possibile controsorpasso) che rappresentano oro colato per la filosofia offensiva della Dinamo incentrata su contropiede e ritmi elevati. A Bologna, settantadue ore fa, un’altra beffa dettata questa volta da un errore di valutazione difensiva di Hanga sulla tripla di Fontecchio che ha spezzato le ali alla Sidigas costretta a leccarsi nuovamente le ferite per un ko da superare al più presto onde evitare pericolosi contraccolpi psicologici. Oggi, intanto, la ripresa della preparazione in vista dell’anticipo di sabato sera 8ore 20:30) contro l’Acea Roma.

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