L’operazione riscatto parte per l’Avellino dalla difficile trasferta di Pescara. Squadra giovane e di qualità, quella abruzzese, affidata alle sapienti cure di Zeman. Con un città intera che sogna di ripetere la trionfale cavalcata datata 2011-2012.
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[tps_title]La guida tecnica [/tps_title]Sigarette, gradoni, la solita idea di calcio offensivo. Incurante del tempo che passa, Zdenek Zeman (classe 1947) porta avanti i suoi teoremi. Dividendo, come sempre, tifosi ed addetti ai lavori. Venerato o detestato, la dolce condanna per un vecchio volpone rimasto a contrastare l’ondata di tecnici della nuova generazione. In una piazza che lo adora, con tanti giovani pronti a seguirlo per trovare la strada giusta nel mondo del pallone. Il suo 4-3-3 è partito con il botto (26 gol tra fatti e subiti nelle prime 5 gare), mentre nelle ultime settimane si è passati alla versione 2.0 degli abruzzesi (3 gol fatti, 2 subiti, 3 clean sheet nelle ultime 4 partite). Più solidità, più concretezza: una versione che non soddisfa troppo la filosofia zemaniana ma che ha portato punti pesanti a casa. Utili a risalire la classifica dopo i tanti sperperi iniziali.
[tps_title]La stella[/tps_title]Centro di gravità. Gaston Brugman, centrocampista uruguaiano, è sicuramente il punto di riferimento della squadra biancazzurra. Designato capitano, il classe 1992 è il collante ideale tra vecchi e nuovi, viste anche le esperienze (3 stagioni) già vissute con la maglia del Delfino. La sua grande qualità gli permette di poter giostrare con grande disinvoltura in tutti i ruoli della mediana, anche se la sua preferenza va al ruolo di play davanti alla difesa. Zeman invece lo sta utilizzando come mezzala sinistra, anche per sfruttare la sua capacità di avvicinarsi all’area avversaria e colpire con il suo insidioso tiro dal limite. Una qualità molto importante, già evidenziata (3 gol all’attivo) in questa prima fase di stagione, che può permettergli di migliorare il suo record di segnature (4) fatto registrare, sempre in Abruzzo, nella stagione 2013-2014.
[tps_title]Occhio ai giovani[/tps_title]Tra i tanti ragazzi interessati a disposizione di Zeman, sta rubando particolarmente l’occhio Christian Capone (classe 1999), ennesimo prodotto di valore del floridissimo vivaio dell’Atalanta. Attaccante esterno, abile nel dribbling e dotato di ottima tecnica, Capone ha conquistato velocemente la fiducia del tecnico boemo, guadagnandosi la maglia da titolare sull’out sinistro del tridente pescarese. Il suo score stagionale parla di 6 presenze (tutte dal primo minuto) e 3 gol segnati, con quello decisivo realizzato al Cabassi contro il Carpi. Incidenza importante, confermata anche con la maglia dell’Under 19 di Nicolato di cui è uno dei leader conclamati. Suo infatti il gol all’Estonia, lo scorso 7 ottobre, che ha regalato la qualificazione aritmetica alla fase successiva dell’Europeo di categoria. Piedi buoni, freschezza, incisività: guai a sottovalutare il numero 29 dei biancazzurri.
[tps_title]I precedenti[/tps_title]
Allo Stadio Adriatico sono 12 i precedenti nel torneo cadetto. 6 vittorie del Pescara, 5 pareggi, 1 vittoria dell’Avellino. I lupi si sono imposti nella stagione 2005-2006 con il 2-0 firmato da Boudianski e Danilevicius. Negli ultimi tre precedenti si registrano invece 2 pareggi (1-1 nel 2013-2014, 0-0 nel 2014-2015) e il successo biancazzurro per 3-2 nella stagione 2015-2016.
