Dopo il ko con lo Spezia, l’Avellino aspetta la Ternana per l’ultimo impegno di questo travagliato 2017. Gli umbri hanno riabbracciato nel turno scorso il successo, dopo più di due mesi di attesa. Ritrovando fiducia e salvando la panchina di mister Pochesci.
[tps_title]La guida tecnica[/tps_title]
Sandro Pochesci (classe 1963) è sicuramente la rivelazione del girone d’andata del torneo cadetto. Personaggio da copertina, sia dentro che fuori dal rettangolo verde. Pungente con le sue dichiarazioni, come dimenticare le sue esternazioni dopo il ko dell’Italia in Svezia, interessante dal punto di vista tecnico. Con la sua Ternana in campo, 67 gol complessivi tra quelli fatti e subiti, non ci si annoia davvero mai. Anche se, nel 4-3-1-2 del tecnico ex Fondi, non guasterebbe un pizzico di equilibrio difensivo in più. Il successo prenatalizio contro la Pro Vercelli ha consentito a Pochesci di ritrovare la vittoria (mancava dal 14 ottobre) e di respingere le nubi dell’esonero che cominciavano ad aleggiare sulla sua testa. In tanti, anche fuori dall’ambiente umbro, hanno esultato. Perdere un personaggio così a neanche metà dell’opera sarebbe stato davvero un peccato.
[tps_title]La stella[/tps_title]
Il suo arrivo nello scorso calciomercato aveva fatto storcere il naso ai più. In Umbria, dalla rivoluzione del nuovo presidente Bandecchi, si aspettavano un nome più eclatante nel ruolo di centravanti. Settimana dopo settimana, gol dopo gol, Adriano Montalto (classe 1988) ha ribaltato i giudizi, divenendo in breve tempo il nuovo idolo del Liberati. Reduce da una stagione altamente negativa (5 presenze e 1 gol con la Juve Stabia), il bomber di Erice (11 gol fin qui) ha ripagato la fiducia del ds Evangelisti e di mister Pochesci, rimettendosi in pista e sognando ancora di poter salire su quel treno dei desideri chiamato Serie A. La sua presenza per la sfida di giovedì è in dubbio. Lo stesso valeva per la vigilia della sfida con la Pro. Poi Montalto ha stretto i denti e sappiamo tutti come è andata a finire, com la prima quaterna della carriera da conservare come dolce ricordo sotto l’albero di Natale. Il bomber è caldo, meglio non fidarsi.
[tps_title]Occhio ai giovani[/tps_title]
Nella scorsa estate, con il caso Donnarumma in piena evoluzione, alcuni spingevano per la sua promozione ad erede del numero 99 rossonero. Alla fine Donnarumma è rimasto a Milanello ed Alessandro Plizzari (classe 2000) ha trovato casa a Terni per la sua prima avventura da professionista. La piazza ideale per crescere e guadagnare la statura necessaria per tornare un giorno a casa (Milan) dalla porta principale. Partito subito titolare, il bronzo mondiale Under 20 ha poi perso il posto, prima di riconquistarlo con grande prepotenza nelle ultime settimane. Sfornando tanti interventi decisivi e confermando la sua fama di pararigori (bloccati Coronado e Vives che poi lo ha bruciato sulla ripetizione), una qualità già evidenziata con la maglia azzurra nello scorso mese di giugno.
[tps_title]I precedenti[/tps_title]
Sempre ostiche per l’Avellino le sfide con la Ternana al Partenio-Lombardi. I 10 confronti in cadetteria raccontano di un equilibrio totale: 3 successi a testa e 4 pareggi. L’ultimo successo biancoverde è quello della scorsa stagione. Il 25 ottobre 2016 1-0 firmato Lasik. L’ultimo pareggio è l’1-1 del 28 febbraio 2015, un risultato che stoppò l’entusiasmo dei lupi reduci dal colpaccio in casa del Livorno. L’ultima vittoria esterna è quella del 21 marzo 2016. Lo 0-2 umbro (doppietta di Ceravolo) costò la panchina ad Attilio Tesser.
