Una serata magica che deve segnare la svolta. Eccola la partita da lupi, quella che tutto l’ambiente aveva chiesto a gran voce, quella che, tra le righe, coach Vitucci chiedeva ai suoi ragazzi. Una vittoria fantastica, che vale doppio perché Milano non perderà molte partite, che può e deve essere la svolta per il campionato dei lupi, che da questa partita devono prendere coraggio per dimostrare di essere una squadra con grandissime potenzialità e che, con il passare delle giornate, può solo continuare a crescere. Una vittoria arrivata dopo 40 minuti di pallacanestro intensa, coraggiosa, sfrontata e per lunghi tratti anche bella: una partita che ha emozionato il PalaDelMauro, finalmente caldo anche se con troppi vuoti. La Milano ricca, lunga, costosa e campione d’Italia si inchina davanti ad una Scandone che prima l’ha annichilita con un primo tempo da manuale del gioco e che poi, nella seconda frazione, ha saputo resistere con voglia, tenacia, cuore, furbizia e (lasciatecelo dire) con due palle grandi così. Il 73-69 finale sta anche stretto ai biancoverdi, soprattutto dopo il dominio del primo tempo, iniziato da un parziale di 15-0, in cui Anosike (letteralmente devastante) e compagni hanno spazzato via l’EA7, dominandola a rimbalzo e costringendola a 9 perse nei primi 10 minuti (23 alla fine).Nel secondo quarto, aggressività ed energia dei biancoverdi non calano anzi, montano ulteriormente, fino a toccare il +21 al 18imo con l’azione fotografia della serata: Banks scappa in contropiede e alza l’alley-oop ad Harper che inchioda ad una mano facendo venire giù il PalaDelMauro. Solo l’intervallo salva dall’imbarcata gli uomini di Banchi che vanno al riposo sotto 47-26, tirando 931 dal campo, con 10 perse e perdendo 23-16 il confronto a rimbalzo, letteralmente travolti dalla Scandone. Al rientro dagli spogliatoi la partita cambia: diventa meno bella e più maschia, ma è proprio nei secondi 20 minuti che la Scandone fa il miracolo. Nonostante le percentuali dal campo crollino e con i migliori giocatori in panchina con problemi di falli (sia Anosike che Hanga con 4 penalità), Avellino non cede, chiude l’area scommettendo sulle percentuali negative da oltre l’arco dei lombardi, continua a tenere a rimbalzo e, nonostante il suo totem sia seduto in panchina, riesce a tenere fuori dalla partita Samuels. In attacco si fa fatica ma 5 punti consecutivi di Banks permettono ai biancoverdi di arrivare all’ultimo intervallo sul +14 (57-43). Gli ultimi 10 minuti sono una sofferenza, ma Cavaliero e compagni hanno imparato a soffrire e a gestire i finali, a dimostrazione di una crescita collettiva, sia dal punto di vista fisico che tecnico. L’Olimpia le prova tutte spinta da un Alessandro Gentile versione extra-lusso, ma i lupi non cedono e finiscono a braccia alzate per la seconda volta consecutiva, davanti ad un PalaDelMauro in delirio.
Il commento: Una serata magica che deve segnare la svolta
