Avellino, l’Irpinia è una piazza la prima, una Terra la seconda che di talenti ne hanno sfornati eccome sia per quanto concerne il parco calciatori, sia il quadro dirigenziale. A partire da Nando De Napoli che da Chiusano San Domenico è arrivato fino al Mundial messicano, a giocare e vincere scudetti al Napoli con Maradona, al Milan e per finire dirigente a Reggio Emilia sponda Reggiana. L’Irpinia ha lanciato seppur sulla carta, ma non per l’anagrafe il calciatore della Samp Soriano ieri convocato da Conte in Nazionale. Originario di Sperone, il forte centrocampista blucerchiato è da considerarsi il secondo calciatore made in Irpinia ad affrontare una avventura azzurra.
Per qual che concerne il quadro dirigenziale, su tutti Pierpaolo Marino. Abile stratega del mercato, il diggì avellinese è stato prima profeta in patria con Sibilia, poi ha fatto grande il Napoli sia di Ferlaino che di De Laurentiis, poi l’Udinese dei Pozzo e per finire grande l’Atalanta. Altro abile dirigente avellinese, ora fermo ai box è Tonino Lo Schiavo. Apprezzato ad Avellino, poi ha lasciato il segno anche a Salerno e Benevento cercando di riportare nel calcio che conta sia i granata, che i sanniti. I migliori risultati li ha ottenuti però proprio ad Avellino. Altro nome noto in Irpinia è quello di Nicola Dionisio. Il direttore di Altavilla, noto per i suoi trascorsi alla Cavese, ma non solo, ora al Sorrento come mediatore è scopritore di talenti e ad Avellino nell’ex C-2 ha portato gente come Acoglanis e Comini sconosciuti a molti, ma decisivi in campo.
Finiamo l’excursus con il figlio d’arte Ernesto Marino ora direttore al Sorrento. Classe ’86, sta facendo faville in costiera con il tecnico Pampa Sosa. E’ agli inizi e segue con interesse i consigli del padre e vuole farsi sentire ma in punta di piedi senza far rumore. Intercettato da Sport Avellino ci racconta la sua avventura in rossonero: “Arrivo a Sorrento con molto entusiasmo. So che come prima esperienza sarà la più significativa, ma sia con il presidente, sia con il mister c’è un rapporto stretto che va a consolidarsi di anno in anno. Spero di lasciare un bel ricordo alla piazza e di intraprendere una carriera degna del nome che porto. Lavorando sodo e con umiltà ce la posso fare”.
