In bocca al lupo coach Frates. E che non sia uno stillicidio (di Alfredo Bartoli)

Era inevitabile, visto il trend. Se perdi 10 partite delle ultime 11 giocate, come fai a non cambiare? Come fai a non cercare (e trovare) un colpevole? Per forza. E’ la legge dello sport professionistico. E in questi casi paga sempre l’allenatore. Sono leggi non scritte ma va così, c’è poco da dire. Ovviamente c’è modo e modo di cercare un colpevole, ma questo è un altro discorso che (come tanti altri) avremo modo di affrontare quando si tirerà una linea e si faranno le somme (o meglio le differenze) di quest’altra stagione ricca di paradossi, brutture e isterismi della Sidigas Avellino. Se conosciamo un pochino Frank Vitucci, già avrà prenotato un biglietto (con ritorno rigorosamente aperto) per San Antonio, in Texas, per andare (in primis) a salutare il suo grande amico Ettore Messina e poi per tornare a respirare un po’ di pallacanestro vera, presso una delle migliori organizzazioni sportive esistenti al mondo, così da lavare vie le scorie di tutto quello che ha vissuto in questi 18 mesi ad Avellino. Salutaci Coach Pop (se qualcuno non sapesse chi è si andasse ad informare) Frank, parlagli dei vini irpini e, se non li conosce, spiegagli cosa si perde. Quella di domani sarà la prima partita in panchina per Fabrizio Frates, chiamato per far “uscire la squadra fuori dal tunnel” (sue parole) e per concludere in maniera quanto più degna possibile questa stagione. Sull’esperienza e sulle capacità del coach milanese penso ci sia davvero poco da discutere: curriculum e palmares ne fanno uno degli allenatori più longevi e preparati di tutto il panorama nazionale, oltre ad avere il carisma necessario per ricompattare un roster sfiduciato e depresso. Frates ha svolto il primo allenamento giovedì mattina e, in tre giorni, ha provato a dare un primo scossone più emotivo che tecnico, a Green e compagni. Mai come in questo caso, in bocca al lupo a lui che sa di affrontare (altre parole sue) “una sfida difficile”, e questa , probabilmente, è una delle più complesse della sua carriera. Con la speranza (e la richiesta) che queste sette partite non siano uno stillicidio emotivo perché, davvero, non se ne può più. Si inizia domani, in casa (e chissà fino a che punto possa essere un bene), contro la Granarolo Bologna di coach Valli, primo allenatore dell’era Sidigas, durato neanche un terzo di campionato due stagioni fa. Da quando è, però, tornato alla casa madre Virtus, sta facendo ottime cose. Dopo la salvezza tranquilla della passata stagione, ha iniziato questa con due punti di penalizzazione (tasse non pagate nei termini), e adesso si trova in piena zona play off con una squadra per niente costosa, che ha nel talento di Ray (16.2 punti con il 47% da 3 e 2.6 assist) e Hazell (14.8 punti con il 48.5 da oltre l’arco) e nell’atletismo di White (12 punti e 7 rimbalzi) i punti cardine. Vedremo come risponderà un ambiente sempre più demotivato e in balia degli eventi e che il nuovo coach ha subito messo al centro delle sue dichiarazioni, ben consapevole dell’importanza del pubblico del PalaDelMauro. Un pubblico che si sta facendo maturo e che, sembri, stia iniziando a capire come funzionano le cose. E questo, soprattutto nel breve periodo, potrebbe essere il problema più serio da risolvere per la Sidigas.

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