L’analisi – Scusa intervengo da Avellino, qui stiamo sognAndo…

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno.Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà”. Una frase di Friedensreich Hundertwasser che può disegnare alla meraviglia il momento magico dell’Avellino. Quattro vittorie di fila. Nemmeno nell’anno della serie A l’Avellino aveva ottenuto quattro vittorie di fila. Un nuovo record per i biancoverdi che adesso sognano ad occhi aperti. Nel torneo 77-78 sotto la guida di Paolo Carosi gli irpini inanellarono due strisce di tre vittorie consecutive. Dieci anni di massima serie, che non sono stati dimenticati anzi sono stati tramandati di padre in figlio. Ora l’Avellino è lì a dire la sua a fare a sportellate con squadre di caratura tecnica più forte, ma non contano i nomi, le finanze o altro. I lupi hanno quel qualcosa in più che altri non hanno. Hanno grinta, fame e determinazione. Quei fattori che hanno permesso ai biancoverdi di battere il Livorno a domicilio, per la prima volta. Un successo che permette alla formazione di Massimo Rastelli di posizionarsi sul terzo scalino della classifica. Un successo, il quarto, che regala anche un nuovo record. Zero gol subiti negli ultimi trecentosessanta minuti.

Il remake fortunato. Contro il Livorno, Rastelli, è tornato al suo credo tattico. Il 3-5-2. Scelta azzeccata in tutti i suoi aspetti e nelle sue scelte. A favorire il “remake fortunato” ci hanno pensato pure i diversi rientri e soprattutto il calciomercato di gennaio. Punto cardine della formazione del tecnico di Torre del Greco è la difesa. Partendo da Gomis. L’estremo difensore dei lupi, più volte criticato, ha dato un calcio alle opinioni negative. Quel piedone allungato per sbarrare la porta alla conclusione ravvicinata di Biagianti. Una parata che vale come un gol segnato allo scadere. Ritornando alla difesa, il trittico Chiosa-Ely e Pisacane (aggiungi Fabbro entrato per l’infortunio del brasiliano) si sta dimostrando di essere granitico. Centrocampo. Il reparto nevralgico del campo sta tornado ad essere decisivo. Probabilmente l’innesto di uno come Sbaffo ha dato robustezza ad un settore del campo più volte messo sul banco degli imputati. Arini, D’Angelo e lo stesso Kone stanno dando a Rastelli diverse gioie, in attesa del rientro del miglior Schiavon, che piano piano sta recuperando dai problemi muscolari. Mediana, condita anche, dalle “ali della fortuna”. Si perchè gli esterni stanno tornando a dire la loro. Tra le tante sorprese, c’è Luca Bittante, match winner del “Picco” sta tornando a livelli altissimi, anche se la prestazione di Livorno è stata dai due volti. Paolo Regoli, rinato dopo i due gol, macina chilometri sulla fascia e non sta pagando affatto il salto di categoria. E poi c’è Zito. Il suo arrivo ad Avellino e stato glorificato e poi criticato. Con il susseguirsi delle partite sta tornando ai livelli del vero Zito, quello di Terni per intenderci. In attesa del rientro di Visconti. Insomma Rastelli si coccola i suoi mediani.

Bocche di fuoco “trottanti”. L’attacco dopo i vari colpi di sferza, sta ritornando a ricoprire un ruolo da protagonista. L’Avellino, ora come ora, non è più Castaldo dipendete. Il bomber di Giugliano ha eguagliato il suo record segnando, per ora, quattordici reti. Bombe ad orologeria che sono vali i tre punti, ad esempio contro il Latina. Ma Rastelli ora può contare anche su Trotta brillante. Lo scugnizzo english style si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Due gol pesanti. Il primo un penalty trasformato che ha galvanizzato la squadra nella sfida interna contro il Frosinone. Il secondo, quello del “Picchi” un colpo di genio che è valso la vittoria. Sarà contento il Presidente Taccone con il suo leitmotiv “Trotta Trotta” che sta portando fortuna alla sua amata squadra. Da tenere sott’occhio anche il belga Mokulu, il panzer Comi ed il jolly Soumarè.

12 uomo magico. Quella del “Picchi” è stata la consacrazione dell’Avellino ma soprattuto dei suoi tifosi. Millequattrocento cuori che all’unisono ha esternato la passione per quei colori. Bianco come la purezza ed il verde come la speranza. Sì, Propria quella che sta facendo sognare un’intera provincia. Sabato, alle 15, c’è la prova del nove. Arriva la Ternana, al 101% i tifosi non vorranno lasciare solo quel lupo che sta ululando di passione per tutto lo stivale ed oltre…

Exit mobile version