“Non abbassiamo i riflettori sugli arbitri”. E il sospetto di Candussio a Reggio Calabria

Della Juventus, ne abbiamo piene le “sfere”. Nel senso che ormai ci siam fatti l’abitudine. Sappiamo perfettamente come funziona ormai. Se hai un nome, se rappresenti una società forte, se spendi, sei tutelato. In un certo senso funziona così. Poi a distanza di anni ti scoppia la “Calciopoli” di turno, ti toglie le stellette dalle maglie e tutto finisce a tarallucci e vino. Ma chi tutela le piccole squadre? In B è lo stesso. Ricordate la storia di Candussio di Cervignano in Carpi-Palermo? I rosanero finirono sconfitti 1-0. Zamparini sparò contro l’arbitro, caso nazionale. Candussio la settimana dopo finì ad arbitrare Reggina-Avellino. Già Avellino. L’Avellino che inseguiva il Palermo. Sapete tutti come è andata. Rigore negato ai lupi all’88’ sull’-1-1. Poteva essere il gol vittoria. Una vittoria pesante. E allora ti vengono i dubbi. Comincia a girarti la testa. Cominci a pensare. Ma allora Candussio ce lo hanno mandato o ci è venuto da solo? Non solo per abbatterti ma per rendere il favore ai rosanero primi in classifica? Per farli allungare? Sul Corriere dell’Irpinia, lunedì, abbiamo fatto un grande lavoro (Foto in basso). Ma abbiamo lavorato alla grande anche sul nostro sito (http://www.sportavellino.it/torti-arbitrali-subiti-arbitro-per-arbitro) con questo link potrete riaprire quell’articolo. Foto per foto, arbitro per arbitro, torto per torto.

Ma oggi e sono passati tre giorni dal “sacco di Varese” ancora non mi rendo conto. E rivedendo le designazioni mi è tornata in mente la storia di Candussio. Quel delirio di Zamparini (aveva ragione) e la designazione successiva. Rischio di essere ripetitivo. Ma davvero. Sto prendendo una malattia. Stamattina, e raramente, sono andato a Torrette di Mercogliano per vedere come stava la squadra, come si allenava. Quasi un richiamo per calmare l’ansia e la rabbia. Ho incrociato il diesse Enzo De Vito. Un saluto e col sorriso una scommessa. “Direttò – gli ho detto mentre andava via – se sabato ci mandano Baracani abbiamo la prova provata che sono dei pivelli”. Così gli ho detto. Proprio così. Temevo che il Giudice Sportivo, oggi, ci infilasse qualche altra perla. Ma non ha potuto di fronte all’evidenza. E se Chiffi di Padova, dopo Siena, non è stato punito (l’hanno fatto riposare solo una settimana ed è fisiologico perchè sennò rischia che con 4mila a partita e fischiandone 4 al mese mi diventa un parlamentare ndr), lo stesso non sarà fatto per Manganiello. Il calcio, tecnicamente, è come un lavoro qualsiasi. E lo stesso può dirsi per un arbitro. Ma un arbitro, come un lavoro qualsiasi, in Italia, è legato a giochi che noi, ohimè io, non posso capire. E allora, provo ad allegerire l’ansia. Squalifiche non ne sono arrivate, sabato rientra Castaldo. Ma il Pescara ha un “cagnaccio” in più nel senso buono della parola. Cosmi è uno che mi piace. Perchè ha carattere, è impulsivo, sa farsi volere bene. E’ un problema in più. Poi ascolti Millesi e ti promette, con la squadra, sabato di “schiattare” il pallone. E allora sorridi e pensi che ci credono tutti. Già tutti. Insomma, noi ci crediamo ancora. Ma chiediamo rispetto delle regole. Il pallone è semplice. Quando la sfera (si dice così? ndr) entra è gol, quando il portiere viene caricato in uscita è fallo. E’ semplice, semplice. Ma allora Manganiello e i suoi assistenti (compreso Chiffi quarto uomo?) non hanno visto niente? E allora non è semplice più? Come Rizzoli, internazionale da 8mila euro a gettone a partita, che non ti vede il rigore sul Torino a due passi? E tutti a parlare di Juventus e nessuno dell’Avellino che a memoria è la squadra più martoriata del pianeta. Leondino Pescatore, stamattina sul Corriere dello Sport, ha analizzata bene la situazione. Ai lupi mancano 14 punti, io per difetto avevo detto 10. Se con l’amico Pescatore (che è uno dei più autorevoli a livello nazionale) facciamo una media (e mi perdonerà) siamo a 12. Siamo primi allora. Saremmo primi. Ma siamo dietro. Molto dietro. E aspettiamo con ansia giovedì la designazione. Spero che non sia Baracani. Spero che in linea alla “linea” fin qui acquisita dal designatore ci venga affidato un neopromosso. Perchè bisogna essere coerenti. Ma poi ricordo che arriva il Pescara. Che non vince, o meglio, che perde da 6 turni e ha fatto un ingaggio faraonico di sei mesi a Cosmi. Torna il mal di testa, l’ansia e i sospetti. Ma non può essere un calcio malato questo. No, non deve esserlo. Ma non voglio fare la fine di quell’Avellino-Messina, era Zeman. Ricordate? Dopo anni è venuto fuori che era stato mandato Nucini per far perdere l’Avellino e colpire Zeman.
E allora fateci una cortesia. Mandateci un arbitro normale. Noi non vogliamo vincere per forza. Vogliamo perdere con le nostre forze. Come è accaduto già. Ma almeno fatecele giocare senza avere sospetti. Grazie

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