Assorbita una sconfitta, quella di Cremona, che sulla carta poteva starci, la Sidigas Avellino è ritornata nel pomeriggio al PaldelMauro per riprendere la preparazione in vista dell’ultima gara del girone di andata contro la Cimberio Varese allenata dal funambolico Gianmarco Pozzecco.
SPAREGGIO DECISIVO – Definirlo uno spareggio è un’espressione giusta a metà. Di fatti i biancoverdi sono in corsa per l’ottavo posto, ultimo utile per l’accesso alla Final Eight di Desio in programma dal 20 al 22 febbraio, in cui andrebbero ad incriociare l’EA7 Milano, prima al termine del girone di andata con una giornata di anticipo. L’altra contendente che punta alla partecipazione alla kermesse tricolore è l’Acqua Vitasnella Cantù che domenica ha espugnato con un perentorio 83-103 l’Adriatic Arena di Pesaro, condannando la Consultinvest al terzo passo falso casalingo. La Scandone scenderà in campo domenica in posticipo alle 20:30 mentre la compagine canturina allenata da Sacripanti sarà impegnata alle 18:15 tra le mura amiche contro l’Acea Roma, fuori dalla corsa alla Coppa Italia, ma rigenerata dal successo interno contro la Granarolo Bologna. Fare calcoli potrebbe essere prematuro quanto pericoloso ma la Sidigas spera in un colpo a sorpresa della squadra dell’ex Dalmonte per poter affrontare con maggiore serenità la formazione varesina che mal ha digerito la sconfitta contro la Giorgio Tesi Group al punto che lo stesso Pozzecco non si è tirato indietro dal paventare le sue dimissioni qualora questa decisione possa dare la giusta sterzata ad una Openjobmetis che ha fatto dell’incostanza dei risultati il suo principale marchio di fabbrica. La Scandone è chiamata a farsi perdonare una sconfitta, la seconda di fila, e dimostrare che quelli con l’Enel Brindisi e Vanoli sono stati degli incidenti di percorso all’interno di un processo di crescita che aveva visto la stessa formazione di coach Vitucci inanellare tre successi in sequenza contro l’Acea Roma, Giorgio Tesi Group Pistoia e Pasta Reggia Caserta.
REAZIONE ED EMOTIVITA’ – Di certo Anosike e compagni dovranno mostrare maggior carattere, o forse quella “cazzimma” di cui lo stesso trainer veneto ha fatto menzione nei mesi scorsi. Avellino si è confermata una formazione dalla forte emotività. I parziali incassati contro Vitali e soci nell’arco dei quaranta minuti hanno messo in luce la mancanza di concentrazione, dei veri e propri blackout cui è andata ad aggiungersi un’assenza di gioco collegiale in attacco, risultata determinante ai fini del risultato finale. Lo scarso impiego della panchina non ha agevolato contemporaneamente il compito dei titolari, chiamati in più di un caso a ricucire lo strappo con gli avversari salvo poi dover alzare bandiera bianca nel quarto e decisivo periodo quando le triple di Ferguson hanno affondato le resistenze degli irpini che così hanno certificato uno dei loro punti deboli. Vitucci e lo staff tecnico avranno di che lavorare nel corso della settimana. Talento sì ma poco killer instinct nei momenti delle gare sono la doppia faccia di una Scandone bella ma fino a questo momento incompiuta.