Il copione sembra quasi identico a quello della scorsa settimana. La Sidigas Avellino che si prepara alla prima di due trasferte che precederanno la sosta per le Final Eight di Coppa Italia mentre l’avversaria di turno che giunge all’appuntamento sulle ali dell’entusiasmo per una vittoria conquistata la domenica precedente. E’ il caso, questa volta, della Victoria Consultinvest Pesaro, ritornata a festeggiare i due punti, chiudendo una striscia negativa di sei sconfitte consecutive cominciata il 21 dicembre scorso all’Adriatic Arena contro Trento e terminata a Varese. Un successo importante in ottica salvezza e che ha riportato entusiasmo in vista del nuovo impegno casalingo che attende i marchigiani. Dinanzi al proprio pubblico, i ragazzi allenati da coach Paolini(subentrato a Dell’Agnello il 13 gennaio), hanno conquistato soltanto quattro punti. A cadere sotto in colpi di Wright e compagni sono state l’Acea Roma e l’Upea Capo D’Orlando alla quinta e alla settima giornata. 89-87 ai danni dei capitolini dell’ex Dalmonte guidati dai 27 punti di Anthony Miles (sarà assente domenica a causa di un problema muscolare emerso che lo tiene ai box da dicembre). Marginale anche l’exploit con i siciliani caduti per 62-60 sotto i colpi di Laquinton Ross e dello stesso Myles.
Un bottino marginale per i biancorossi che devono fare i conti per la lotta salvezza con una Pasta Reggia Caserta rigenerata dalla cura Esposito e protagonista di tre vittorie in altrettante uscite, riducendo il divario di soli due lunghezze in classifica. Più rassicurante è il margine tra la Vuelle e la Sidigas con quest’ultima attualmente la decima forza del torneo e avente sei punti in più in cascina. Parlare di scontro salvezza è quantomeno prematuro sebbene il complesso momento vissuto dalla truppa di Vitucci abbia reso quello in riva all’Adriatico un appuntamento da non dover fallire, un’ultima chiamata per cercare di risalire la china quando al gong finale mancano tredici giornate. Avellino può provare a risollevare una stagione che non raggiunge la sufficienza in pagella. Il tempo per “recuperare” c’è a patto che non si incappi nei soliti e ormai noti problemi.
