Provarci per dare un senso alla stagione (di Alfredo Bartoli)

Al di là delle poche partite che mancano alla fine del campionato, il vero crocevia della Scandone passa attraverso i prossimi quattro incontri, in cui si affrontano tutte squadre che stanno lottando per il miglior posto nella griglia della post season. Archiviate le sfide con le prime quattro del campionato, il calendario, per la sua ultima parte, regala tutti quegli scontri diretti che possono cambiare faccia alla classifica in un paio di turni. Anche perché, nonostante il filotto di sconfitte (nove delle ultime dieci in campionato), la zona play off è sempre accessibile, a soli 4 punti. Motivo per cui la Scandone ha l’obbligo di provarci per dare un senso a questa stagione e mandare un segnale positivo all’ambiente.

Anche perchè, come sensazione, la cosa che sembra cambiata è l’atmosfera che tira intorno alla squadra. E il motivo di tutto questo ha un nome ed un cognome ed è ovviamente Marques Green. Lo avevamo detto anche nel commento della partita contro Sassari: la sua sola presenza al PalaDelMauro, anche se in borghese, aveva creato una forma di empatia, di compattezza tra chi era in campo e chi sugli spalti che quest’anno (ma anche nel recente passato) non si era mai venuta a creare. E, se da un punto di vista ambientale la cosa sembra funzionare, anche dal punto di vista tecnico le cose sembrano prendere la strada giusta. Era da un po’ di tempo che non si vedeva coach Vitucci così motivato nella conferenza di presentazione del venerdì: la presenza di Green ha sollevato (almeno un pochino) lui prima di tutti gli altri e, stante alle sue dichiarazione, la presenza del play di Philadelphia già sembra abbastanza imponente in uno spogliatoio slegato e abbattuto.

Di queste prime quattro partite si inizia, forse, con la sfida più complicata: quella alla Dolomiti Energia Trento, senza ombra di dubbio la squadra rivelazione del campionato. L’entusiasmo che si respira in Trentino è di quelli autentici (simile a quello che una volta era il PalaDelMauro per intenderci), di quelli che nascono quando una squadra raggiunge traguardi inaspettati e trascina dietro di sé molto più di un palazzo dello sport. La squadra di Buscaglia, da neopromossa, al momento è quinta in classifica (a quota 24 a pari merito con Brindisi), ha raggiunto al primo colpo le Final Eight di Coppa Italia (onorevole sconfitta contro Sassari, poi vincitrice del torneo) e non accenna ad avere flessioni di alcun tipo. Unica squadra dell’intera Serie A a non aver toccato il roster, anche dal punto di vista societario ha assorbito più che bene il passaggio di categoria e sta dimostrando di possedere spalle larghe anche nello gestire il periodo di appannamento (e forte nervosismo) del suo miglior giocatore (nonché top scorer del campionato) Tomy Mitchell. L’ala americana segna di media 20.4 punti a gara, ma nelle ultime 3 non è mai andato oltre i 14 punti, oltre ad aver palesato qualche uscita fuori dagli schemi (nell’ultimo match contro Pistoia si è rifiutato di entrare in campo). Nonostante tutto, la struttura dei bianconeri sembra solida e collaudata, anche nello gestire l’appannamento del suo miglior uomo. Inoltre Josh Owens come secondo violino e Jamarr Sanders come equilibratore sono clienti da non sottovalutare.

Marques Green, presentato in settimana, si è detto pronto e concentrato ad accettare questa nuova sfida, concentrandosi solamente su questa fine di campionato: lo conosciamo bene, per cui non ci sorprende che non voglia fare il passo più lungo della gamba. L’obiettivo adesso è finire al meglio questa stagione: se dovessero arrivare i play off (ma non dipende solo dalla Scandone) tanto meglio, ma ricreare un minimo di entusiasmo deve essere il primo obiettivo che si deve prefiggere questa squadra.

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