Pedalare. Umiltà. Ritmo. Tre sono le parole chiavi che dovranno accompagnare la Sidigas Avellino nella gara odierna contro la Granarolo Bologna degli ex Valli, Hardy, Ebi e Gaddefors. Un incrocio tra passato e presente da cui la formazione biancoverde auspica di uscire con i due punti in tasca che darebbero seguito alla vittoria della scorsa domenica contro l’Umana Reyer Venezia. La settimana trascorsa è stata all’insegna dei soliti problemi fisici per la Scandone, che ha dovuto fare di necessità e virtù. Coach Vitucci recupera Kaloyan Ivanov (Mvp all’andata) e Valerio Spinelli, assenti alla ripresa del martedì. Si prospetta nuovamente la tribuna per l’ala montenegrina Dragovic che, per ammissione dello stesso tecnico veneziano, vive una condizione fisica peggiore rispetto a quella patita da Lakovic, dovuta ad una distorsione alla caviglia. Il playmaker sloveno, invece, tiene in forte preallarme lo staff tecnico biancoverde a causa della contrattura rimediata nell’ultima giornata di campionato. Si deciderà soltanto all’ultimo se schierare o meno il regista di Lubiana. Potrebbe aspirare, così, al quintetto base uno degli ultimi arrivati, Leemire Goldwire. L’ex Jesi ha dato subito prova delle sua abilità di playmaking nella sua prima apparizione con la canotta irpina. Vitucci conta molto sull’apporto e sull’inserimento del nativo di West Palm Beach che potrebbe dar vita ad un interessante duello con Willy Warren (che ha preso il posto di Casper Ware meno di un mese fa). Dall’ex giocatore dell’Aurora sono attesi quei punti che non sono arrivati alla “prima” con la nuova squadra. E da questo punto di vista il diretto interessato, come dichiarato in settimana, si dice sicuro di poter dare un contributo maggiore a partire dal confronto con i felsinei. La Granarolo giungerà in Irpinia desiderosa di inanellare il terzo successo in altrettante apparizioni (dopo Brindisi e Caserta) e riscattare la sconfitta nel girone d’andata quando la Sidigas espugnò l’Unipol Arena per 74-78, trascinata dalla superlativa prestazione della coppia Thomas – Ivanov. Avellino cercherà di ripetere nuovamente lo stesso copione, servendosi anche del contributo dell’altro volto nuovo, Kieron Achara (in bilico anche l’impiego di Biligha). Bologna nel settore lunghi dove i bianconeri possono schierare i 215 centimetri di Jerome Jordan (su cui la dirigeza avellinese aveva fatto un sondaggio a febbraio smentito dalla stessa società virtussina con una nota), sulla verticalità del giamaicano Shaw King e l’atletismo di Ndubi Ebi, vero pretoriano di coah Valli, arrivato a Basketcity il 13 febbraio e immediatemente inseritosi nelle alchimie tattiche del trainer modenese come confermano le cifre (11,6 punti e 6.8 rimbalzi). Punto di forza della compagine romagnola è nel reparto esterni , in particolar modo, Dwight Hardy e Matt Walsh. Il primo è noto alla piazza irpina per la vicenda relativa all’ottenimento del passaporto congolese. Una vicenda che portò l’ex St. John a disputare solo sei partite in maglia biancoverde. Adesso il newyorkese è il faro offensivo del roster bianconero, quinto miglior realizzatore della Lega (17,2 punti) e quarto miglior tiratore dall’arco dei tre punti col 45.7 %. Sparring partner in attacco è l’ex Miami Heat, Matt Walsh: 15,8 punti a singola allacciata di scarpe col 58 % da due punti. Un discreto tiratore che, se lasciato libero, può creare numerosi grattacapi a qualsiasi difesa. Folta la pattuglia di giovani scelta dal Gm Bruno Arrigoni: dall’altro ex Viktor Gaddefors (lanciato sul grande palcoscenico proprio da Vitucci) ai prodotti del vivaio locale Matteo Imbrò e Giulio Fontecchio, passando per i vari Gazzotti e Negri. La gioventù, quella bolognese, a confronto con l’esperienza e la fame di vittoria (e di playoff) della Sidigas.