Un argentino per i lupi. Dopo aver sfogliato la margherita e sondato il terreno con i vari Russo, Blanchard e Bani, l’Avellino ha finalmente scelto il sostituto di Suagher prelevando dalla Juve Stabia il difensore centrale classe ’82 Santiago Morero. Per l’ex Chievo contratto fino al 2019. Andiamo a conoscerlo meglio.
CARRIERA – Santiago Morero nasce a Murphy (provincia di Santa Fe) il 18 aprile 1982. I primi passi della sua carriera li muove tra le fila del Douglas Haig prima di passare nel 2005 al Tigre. Dopo tre stagioni, si trasferisce da svincolato in Italia. A portarlo nel Belpaese è l’Udinese, che però lo cede subito al Chievo. Con i veronesi Morero fa il suo esordio in A il 14 dicembre 2008 a San Siro contro l’Inter, quando viene espulso nel finale di gara. Con il passare dei mesi arriva poi il primo gol contro la Fiorentina e cresce il suo utilizzo da parte di Di Carlo. Con l’avvento di Pioli sulla panchina gialloblu, però, Morero non riesce a guadagnarsi lo stesso spazio e per questo nel 2012 si trasferisce in prestito al Cesena. La sua esperienza col Chievo si chiude così con un totale di 66 presenze e 1 gol. A Cesena Morero resta una sola stagione, nella quale disputa le sue prime 17 presenze in Serie B (con un gol). Nel 2013-14 passa al Siena (14 presenze), ma a fine anno si svincola in seguito al fallimento del club bianconero. In estate sceglie il Grosseto (15 presenze, 1 gol) dove resta sei mesi prima di rescindere il contratto e firmare con l’Alessandria. Con i grigi Morero gioca per 18 mesi (44 presenze, 2 gol), conquista la fascia da capitano ed è tra i protagonisti nella splendida cavalcata in Coppa Italia (2015-16) conclusasi solo in semifinale al cospetto del Milan. A fine anno a sorpresa la società decide di non rinnovargli il contratto e il difensore si accasa alla Juve Stabia. In un anno e mezzo con le Vespe, di cui diviene capitano, sono 52 le presenze totali (1 gol).
CARATTERISTICHE TECNICHE – Da buon difensore argentino che si rispetti, Morero fa del temperamento e della grinta le sue caratteristiche migliori. Piede destro, il classe ’82 può essere impiegato oltre che da centrale anche da terzino destro. Il nuovo difensore biancoverde ha dalla sua una buona costanza di rendimento, favorita dalla sua intelligenza tattica e dalle buone qualità nella marcatura a uomo. Il suo punto debole è invece quello della velocità visto che tende a soffrire gli attaccanti rapidi e bravi ad attaccare gli spazi.
ASPETTATIVE – Difficile aspettarsi molto da un calciatore che tra pochi mesi compirà 36 anni. Il suo compito sarà semplicemente quello di farsi trovare pronto nel caso in cui Novellino dovesse trovarsi in emergenza nel pacchetto arretrato. A prescindere dal minutaggio che avrà, però, Morero è sicuramente un buon innesto in termini di dedizione, professionalità e leadership. Tutti gli allenatori che lo hanno avuto alle loro dipendenze ne hanno sempre parlato un gran bene. E non è un caso che nelle sue ultime due esperienze (Alessandria, Juve Stabia) Morero abbia sempre avuto la fascia da capitano. Morero è un leader silenzioso. Ed è pronto a mettersi a disposizione di Novellino e dello spogliatoio biancoverde.
