Una partita, un risultato (di Alfredo Bartoli)

“E’ un match semplice da presentare: è una partita molto importante e come tale deve essere vissuta dalla squadra. Siamo obbligati al successo”. La conferenza stampa prepartita di coach Vitucci, molto più articolata e dettagliata, si può riassumere in queste poche parole. E’ la partita più importante dell’anno, inutile girarci intorno. Forse, per la prima volta in questa stagione, c’è davvero pressione su squadra e allenatore, ma è giusto che sia così. E chi mastica di sport sa che la pressione non sempre è un male, e la partita di domani sera contro Varese ne è un perfetto esempio.
I match dal cui risultato finale dipende o meno il raggiungimento di un obiettivo sono quelli più belli da giocare, e ogni sportivo professionista che si rispetti dovrebbe avere il piacere di affrontarne uno ogni qualvolta si allacci le scarpette: ti dà sensazioni diverse, ti fa salire adrenalina, ti dà maggiore sicurezza.
Sicurezza. Ecco la parola chiave. La Scandone ha bisogno di ritrovarne per ricordarsi di essere una buona squadra e per convincersi che il traguardo delle Final Eight se lo è meritato e, soprattutto, se lo è conquistato sul campo, senza l’aiuto di nessuno. E domani sera sarà, ancora una volta, artefice del proprio destino, senza dipendere da incroci, classifiche avulse e quozienti canestri. Battere la squadra di Pozzecco, casomai senza neanche conoscere il risultato di Cantù-Roma, per convincere e convincersi che questo può essere un campionato che può dare soddisfazioni, per far fare cattivi pensieri a Milano (sonoramente sconfitta al PalaDelMauro) che, da campione d’Inverno, aspetta l’ottava classificata da affrontare a Desio, per lanciare un segnale alle varie Trento, Cremona e le altre squadre della stessa fascia che devono sapere che la Scandone può far paura nel girone di ritorno.
Varese è una squadra strana, ancora senza una chiara identità, che difende poco e senza voglia, ma ha tanto talento offensivo e una grandissima fisicità. Il coach, per vari motivi, lo conoscete tutti: Gianmarco Pozzecco è stato, probabilmente,il più grande playmaker italiano degli ultimi 15 anni ed, a suo modo, legato ad Avellino perchè al PalaDelMauro ha chiuso la sua carriera da giocatore professionista. Era il 15 maggio del 2008 quando l’allora A.Ir di Matteo Boniciolli vinse 89-79 contro Capo d’Orlando chiudendo sul 3-0 il primo turno play off: Pozzecco chiuse con 15 punti e 6 assist la sua ultima partita, uscendo in lacrime, tra gli applausi scroscianti dei tifosi irpini. Probabilmente, ad uno sanguigno e appassionato come lui, verrà un po’ di magone, ma sappiamo che sarà un attimo perché la stessa passione che metteva in canotta la mette adesso in giacca (anche se, fino ad ora, non con gli stessi risultati).
Il play è Dawan Robinson: poco incline a gestire i ritmi e con un tiro da fuori quanto meno ondivago (27.5% da oltre l’arco) ha però fisicità e stazza che gli permettono di attaccare il ferro contribuendo con 16.1 punti e 4.2 assist di media. La guardia è Andy Rautins tiratore di striscia da 12.4 punti e oltre il 40% da 3. L’ala titolare è Yakhouba Diawara, vecchia conoscenza dei parquet nostrani, quasi 18 punti e 6 rimbalzi di media. Sotto le plance, perso Kristjan Kangur (vero e proprio metronomo dei lombardi) è arrivato l’ex Nba Christian Eyenga (7 partite a 8.4 punti e 6.3 rimbalzi di media), mentre il centro è l’ex Pistoia Ed Daniel, molto discontinuo (e perennemente interessato da voci di taglio), ma comunque capace di segnare oltre 10.5 punti e catturare 7.5 rimbalzi a partita. Quintetto di tutto rispetto, come dimostrano i numeri, ma poco incline al lavoro di squadra, soprattutto nelle collaborazioni difensive. Dalla panchina si alzano in tre: Willie Dean (8.4 punti e oltre 2 assist di media) che cambia sia playmaker che guardia, Stan Okoye (4.5 punti in 13 minuti) che fa rifiatare Diawara e l’irlandese Craig Callahan (7.5 punti con il 45% da oltre l’arco) che agisce da numero “4”.
Domani sera, la Scandone non è chiamata a nessuna impresa ma semplicemente a giocare come sa e come ha già dimostrato, contro una squadra, sicuramente talentuosa, ma certamente non più forte. E’ una partita che ha un solo risultato, che si deve raggiungere motivati anche da quella energia in più che può essere data dal pubblico del PalaDelMauro,richiamato dalla società che ha ribassato, ancora una volta, i prezzi dei biglietti. Domenica prossima c’è la pausa per l’All Star Game, quindi di tempo per riposare ce n’è a sufficienza: un ulteriore motivo per dare tutto in questi ultimi quaranta minuti del girone di andata.

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