All-In #AvellinoPescara: Gavazzi, l’esempio da seguire

Dopo Salerno, bisogna compattarsi per raggiungere l’obiettivo salvezza

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Superare la delusione, mettere da parte il rancore e provare a compattarsi per raggiungere l’obiettivo salvezza. Per l’Avellino (e per la tifoseria) non è questo il tempo di mollare. Continuare a deprimersi e a dividersi serve a poco. La sfida di domenica al Pescara deve essere un punto di ripartenza.

In termini di orgoglio e dignità, innanzitutto. Ma anche per la classifica visto che la gara del Partenio metterà contro due delle grandi deluse del torneo cadetto, partite con ambizioni play-off ma costrette ora a guardarsi le spalle da quella play-out. Vincere per sopravvivere, allora. E per provare a recuperare morale e fiducia. C’è una salvezza da conquistare. Tutto il resto deve passare per ora in secondo piano.

Poi sarà il tempo dei (legittimi) giudizi e dei processi. Nella sciagurata trasferta dell’Arechi non si è salvato praticamente nessuno. Soprattutto sotto il punto di vista delle motivazioni e dell’agonismo. Nel marasma generale, però, una parziale eccezione c’è stata. Si tratta di Davide Gavazzi, che nei limiti del possibile ha provato a lottare ed è stato l’ultimo a gettare la spugna di fronte a Sprocati e compagni. L’unico a calciare in porta, l’unico a provare la giocata. In questo momento Novellino non può prescindere dalla sua serietà, dalla sua professionalità e dalla sua qualità (specie nel tiro dalla distanza). Ed è per questo che ripartirà ancora una volta da lui, schierandolo tra le linee alle spalle di Ardemagni. Con la speranza che il suo esempio e la sua voglia possano avere stavolta un’influenza positiva su tutta la squadra. Perché non è questo il tempo di mollare.

 

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