Avellino Basket – Sacripanti: “Fa male perdere così, presi canestri pazzeschi in contopiede”

Avellino Basket – Sacripanti: “Fa male perdere così, presi canestri pazzeschi in contopiede”

L’analisi a fine partita di un amareggiato coach della Scandone che analizza il ko a Cantù

di Redazione Sport Avellino

CANTU’ – Si spengono proprio sul più bello i sogni di gloria della Sidigas Scandone Avellino che non riesce a sfatare il tabù Cantù neanche stavolta (non batte i brianzoli a domicilio da 10 anni). La partita sembrava ormai in pugno per i biancoverdi, ma una scellerata rimessa di Filloy a 6” dal termine ha consegnato la partita ai canturini.

É un Pino Sacripanti decisamente amareggiato: “Abbiamo giocato male nei primi due quarti, in cui penso abbia influito molto la sosta e il non aver potuto allenarci al completo praticamente mai. Abbiamo preso canestri pazzeschi in contropiede e transizione nonostante sapessimo bene che fosse quello il loro punto di forza. Tutt’altra partita abbiamo disputato nel secondo tempo e difendendo a zona quasi per gli interi 20 minuti siamo riusciti ad imbrigliarli e a giocare la nostra pallacanestro. É innegabile che il modo in cui abbiamo perso questi due punti fa molto male, ma guardiamo con positività al prossimo impegno di mercoledì in coppa”.

Sul rientro di Lawal, il coach è cauto: “Stiamo parlando di un giocatore fermo da praticamente due anni e che non vogliamo caricare di troppe responsabilità, né affrettare il suo recupero. Con l’assenza di Ndiaye, purtroppo siamo costretti nuovamente a snaturarci e a giocare dei minuti con Zerini da 5 e Scrubb da 4, quindi indubbiamente l’ingresso di Lawal potrà darci una grossa mano, ma al momento è ancora prematuro parlarne e dobbiamo andare avanti così come stiamo”.
Le ultime considerazioni del coach sono su Fitipaldo: “Molti pensano che lui possa essere il problema della nostra squadra, io invece sono convinto che possa darci sicuramente tanto come già ha fatto in alcune partite, spero solo che giochi con tranquillità, senza pensare di dover dimostrare qualcosa e per questo strafare”.

Massimiliano Zappella

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