Basket Avellino – Sidigas, a Reggio Emilia ti attende “un immortale dal cuore campano”

Si avvicina la terza trasferta consecutiva in soli sette giorni: a raccontare le sensazioni in casa reggiana è Niccolò De Vico

di Redazione Sport Avellino

Si avvicina la terza trasferta consecutiva in soli sette giorni per la Sidigas Avellino, volenterosa di chiudere il trittico da imbattuta. Dopo le sofferte ma convincenti vittorie a Varese e Le Mans, sulla strada dei biancoverdi ci sarà la Grissin Bon Reggio Emilia. Gli emiliani sono una squadra giovane e quasi completamente rinnovata, in cui spicca il capocannoniere del campionato Ricky Ledo (25,8 punti di media) e nella quale esordiranno per la prima volta in canotta biancorossa i neoacquisti Aguilar e Ortner.

Chi, invece, è già alla sua seconda stagione tra i reggiani è Niccolò De Vico: ala, classe ’94, cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Biella, dove ha esordito da professionista a soli sedici anni. È rimasto nella città piemontese fino allo scorso anno, ha collezionato 48 presenze nelle nazionali giovanili e quest’anno ha ricevuto la convocazione anche nell’Italia sperimentale.

Niccolò, domenica arriva a Reggio la Sidigas Avellino, che partita ti aspetti?

Sarà una gara per noi molto complicata, sappiamo bene l’immenso valore tecnico della Sidigas che è una squadra di talento e forza fisica, capace di punirti in ogni situazione. Non a caso è stata costruita per arrivare fino in fondo in tutte le competizioni che sta disputando ed è in un ottimo momento di forma. Noi dal canto nostro vogliamo ad ogni costo far valere il fattore campo e nonostante qualche infortunio di troppo, credo che stiamo lavorando bene in questi giorni e vogliamo riscattarci dopo la brutta sconfitta subita a Milano. Dovremo essere bravi a limitare il loro potenziale offensivo con una difesa aggressiva su ogni pallone.

Parlavi di infortuni… È questo il comune denominatore delle due squadre, le politiche di risoluzione dei problemi, però, è stata diversa: Reggio è intervenuta sul mercato, mentre Avellino ha compattato maggiormente il gruppo iniziale senza operare nuovi acquisti. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per entrambe?

Sicuramente entrambe avremmo preferito non avere problemi in questo senso, ma gli infortuni fanno parte del gioco. Avellino è riuscita finora ad ovviare molto bene alle assenze anche perché è di per sé una squadra lunga e inoltre l’enorme esperienza di alcuni giocatori irpini è riuscita a bilanciare le mancanze, senza dover ricorrere ai ripari sul mercato. Per quanto ci riguarda, siamo contenti dell’arrivo di due giocatori che non hanno certo bisogno di presentazioni, quali sono Aguilar e Ortner, professionisti che negli anni hanno vinto tanto e che già in questi pochi allenamenti con la squadra hanno dimostrato tutto il loro valore. Indubbiamente per la gara di domenica non potranno essere rodati completamente ai nostri schemi, ma sono sicuro che ci daranno una grandissima mano d’ora in avanti e saranno preziosi già da domenica.

Sei al tuo secondo anno a Reggio Emilia, rispetto allo scorso anno, in questa stagione non state disputando nessuna Coppa europea, pensi sia un bene o un male?

Qualsiasi società e giocatore spera di poter disputare una coppa Europea, qualsiasi essa sia. Personalmente è stata un’esperienza sia lavorativa che di vita pazzesca che mi auguro di poter ripetere quanto prima, magari raggiungendo quella finale che l’anno scorso ci è sfuggita per un pelo. È chiaro che giocare ogni 3 giorni ti toglie tante energie fisiche e mentali, hai meno tempo per preparare le partite e per assimilare gli schemi, ma d’altro canto ti dà anche tanta adrenalina positiva. Quindi, anche se quest’anno abbiamo più tranquillità per lavorare su una sola partita a settimana e i giocatori un po’ più anziani hanno modo e tempo per essere più freschi credo che fare le coppe sia assolutamente un bene.

Infine una curiosità. Spulciando il tuo profilo Instagram balza all’occhio la tua frase rappresentativa: “Fall’ ascì pazz a tutt’ chell ca te vogln’ male, fall’ crer ca si immortal’ ” . Ottimo napoletano Niccolò, come mai questo legame con la Campania?

Azz non ò sai? Mio padre è casertano e giocava nelle giovanili della Juve Caserta (allenato da Franco Marcelletti), mi sono avvicinato al mondo del basket grazie a lui. Sono cresciuto con i suoi racconti e guardando video di quegli anni magici per i bianconeri.

Grazie per la disponibilità Niccolò.

Grazie a te guagliò

di Massimiliano Zappella

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