La capolista Olimpia Milano in visita alla Sidigas Avellino

La capolista Olimpia Milano in visita alla Sidigas Avellino

La squadra del capoluogo lombardo, autentica dominatrice di questo campionato, affronterà la Sidigas Avellino nel match del 30 dicembre al Paladelmauro

di Federico Contrada, @federicocontra6

Sarà disputata tra le mura amiche del Paladelmauro (palla a due alle ore 17) l’ ultima partita del 2018 della Sidigas Avellino; un incontro che ha un fascino non comune, in quanto l’avversario di turno è la squadra da battere dell’intera Legabasket, la squadra italiana con più scudetti conquistati, quella che in questa serie A ha vinto 12 partite su 12 , l’unica italiana in Eurolega ed infine, last but not least, la società con il budget più alto in assoluto del campionato italiano.

Si parla ovviamente dell’Olimpia Milano, sponsorizzata Armani Jeans da ormai un decennio; il patròn Giorgio, re della moda, ha vinto 3 Scudetti 3 Supercoppe italiane e 2 Coppe Italia da quando è alla guida della società meneghina. Ma il vero obiettivo suo e di tutta la piazza milanese è quello di fare quanta più strada possibile in Europa, dunque si può affermare, senza timore di smentita, che per l’ Olimpia Milano il campionato italiano è il secondo degli obiettivi stagionali.

Una squadra che vuole andare avanti in Eurolega deve per forza di cose essere attrezzata nel roster: Milano quest’anno dispone di ben 13 giocatori di ottimo livello, anche se due di essi saranno assenti nella gara del 30 dicembre; si tratta della guardia Nemanja Nedovic e del centro Kaleb Tarczewski. Il primo, rientrato da poco da un lungo infortunio, ha accusato dolori muscolari alle gambe al termine della gara europea giocata giovedì a Tel Aviv (persa 92-90 contro il Maccabi) mentre il secondo, sempre nella stessa partita, ha subito una lesione al pollice della mano destra. Mentre Nedovic, sempre causa infortuni, ha giocato molto poco quest’anno, Tarczewski ha dimostrato il suo valore, viaggiando a 10 punti in media con 20 giocati a partita, con 6 rimbalzi catturati: un centro dunque, che abbina buona tecnica a doti fisiche fuori dal comune (211 cm per 111 kili), dimostrando di essere uno dei migliori in Italia; considerando anche che egli è il migliore assoluto in Italia nella statistica del plus/minus (con il record di 11,9) si deduce facilmente che per Milano la sua sarà un’assenza pesante. A fare gli straordinari nei ruoli interni sarà il lituano Artus Gudaitis, un giocatore che in campionato ha giocato meno di tanti suoi compagni (solo 5 partite) ma lo ha fatto sempre con qualità: 12 punti e 8 rimbalzi in media per un cestista agilissimo in proporzione alla sua altezza di ben 208 centimetri. A coadiuvare Gudaitis sotto le plance ci sarà l’italiano naturalizzato Christian Burns, un giocatore che, pur risultando essere di secondo piano in una squadra del genere, ha sempre fatto la sua parte e dato il suo onesto contributo (gioca comunque in media 17 minuti).

james

La stella della squadra è senza dubbio Mike James: americano classe 1990,transitato anche dall’NBA prima dell’esperienza al Panathinaikos, è un playmaker completo, in possesso di un ottimo ball handling nonchè di una buona mira sia da dentro che da fuori area; non a caso, James si piazza al dodicesimo posto tra i marcatori della Lega A italiana (media di 15,7 a partita) salendo addirittura al primo posto tra i marcatori di Eurolega con 19,4 punti di media-gara. James è giunto in una corazzata che aveva riconfermato già la gran parte dei suoi atleti, e dunque il suo acquisto, in estate, ha simboleggiato la voglia evidente che l’Olimpia ha di affermarsi anche in Europa, nel tentativo di invertire quella rotta che la vedeva sempre nei bassifondi della classifica della massima competizione continentale.  Più volte, inoltre, è stato fatto un parallelismo con l’acquisto di Norris Cole da parte di Avellino; pertanto, la recente dipartita di Cole dall’Irpinia non ha fatto altro che confermare questo mantra: Milano è di un’altra categoria rispetto ad Avellino, anche e soprattutto per quel che riguarda l’organizzazione e la serietà societaria.

Tornando al basket giocato, è evidente come per Milano sia importante il lavoro dell’allenatore Simone Pianigiani, che al suo secondo anno sta dando ancora di più la sua impronta alla squadra. Attenzione alla difesa, rotazioni calibrate e quel giusto pizzico di approssimazione, quella che un allenatore può delegare ai suoi giocatori, soprattutto se essi sono di un livello così alto. Vladimir Vlado Micov è un altro di essi: l’ala serba forse non spicca tanto nelle statistiche offensive, ma a guardare attentamente le partite dell’Olimpia si intuisce che il suo apporto alla squadra va ben al di là dei freddi numeri: carisma, esperienza ed acume tattico sono le doti migliori dell’ ex CSKA Mosca, doti che stanno aiutando Milano a crescere soprattutto dal punto di vista della mentalità. Il roster dei biancorossi è completato da un parco italiani di ottimo livello, tra cui spiccano il capitano Andrea Cinciarini, alla quarta stagione a Milano, ed il talentuoso play ex Reggio Emilia Amedeo della Valle.

Nessuno dei cestisti eccelle nelle statistiche individuali della serie A, ma è nelle statistiche di squadra che emerge il vero valore dell’Olimpia: miglior attacco con 92,9 punti di media( 8 punti in più della Sidigas che è quinta), miglior percentuale realizzativa sia da due punti che al tiro libero (rispettivamente 58,2% e 77,4%), terza migliore nel tiro da tre con il 38,6% (Avellino segue a ruota con il 37,5%), oltre ad una buona media di 7,6 palle recuperate a partita (quinta posizione in questa classifica) a testimonianza di una buona attenzione difensiva complessiva.

L’impresa di sconfiggere la corazzata Milano dunque, per la Sidigas Avellino, è di quelle proibitive: servirà una partita perfetta sotto tutti i punti di vista per aver ragione dei meneghini. Gli atleti di Vucinic potranno, tuttavia, avere due fattori in loro favore: il primo è rappresentato dal Paladelmauro, che sarà gremito come non lo si vedeva da molto tempo, mentre il secondo ha a che fare con l’aspetto psicologico. In altre parole, se c’è una squadra costretta a vincere quella è sicuramente l’Olimpia, mentre la Sidigas potrà giocare con la serenità tipica di chi non ha nulla da perdere.

 

 

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