La riflessione – Dalle presunte “parolacce” all’amore per la città

La riflessione – Dalle presunte “parolacce” all’amore per la città

A distanza di pochi giorni coach Sacripanti ritorna su alcuni passaggi della conferenza stampa del Direttore Sportivo Alberani: da una frase pronunciata dal diesse a quelle del trainer una domanda vien d’obbligo

di Davide Baselice, @davidebaselice

Quella andata in scena questa mattina è stata una conferenza stampa di coach Pino Sacripanti diversa dalle precedenti. Diversi gli argomenti sviscerati nel corso del consueto incontro con la stampa (leggi qui).

Non è passato di certo inosservato il momento in cui il tecnico biancoverde è ritornato sulle parole pronunciate martedì mattina, nel corso di un’altra conferenza stampa, da parte del Direttore Sportivo Nicola Alberani che ha provato a compattare l’ambiente biancoverde in una fase della stagione piuttosto delicata in cui la squadra non sta giocando la sua migliore pallacanestro.

Se lui ha sbagliato alcune parole o qualcuno le ha strumentalizzate non mi interessaha affermato  oggi coach SacripantiIl tentativo del direttore era quello di alleggerire l’ambiente. Da buon direttore sportivo ha aiutato la squadra. Ci tengo a dire che noi ad Avellino stiamo benissimo. Ci ha accolto, ci ha amato, ci vuole bene. E’ piacevole vivere in questa comunità. Abbiamo gli Original Fans, il resto della curva e tutto il Palazzo che ci sostiene sempre. Siamo assolutamente contenti di vivere ad Avellino. Non è assolutamente vero che la città sia invivibile. Io vado in giro e percepisco l’affetto della gente. Sotto questo aspetto qui non c’è alcun dubbio.”

Martedì, però, dalle parole di Alberani che chiede unità di intenti e vicinanza al gruppo vien fuori anche questa frase che riprendiamo dai colleghi di Orticalab.it:  “Non è bello essere presi a parolacce quando si fa colazione in un bar.

La domanda adesso sorge spontanea. Perchè il Diesse biancoverde riferisce della frase sopraccitata mentre il coach, dopo pochi giorni, ribadisce e conferma il piacere suo e dell’intera squadra nel vivere questa città e lo stare a contatto con gli abitanti del capoluogo?

La Scandone – come è noto – non sta vivendo il suo momento di maggior splendore sul piano del gioco. Occorre unità di intenti e chiarezza (rassicurando in primis i tifosi) senza poi cadere nell’errore che venga strumentalizzato ciò che si dice pubblicamente, rischiando al tempo stesso di distogliere l’attenzione da quelli che sono i veri obiettivi per cui prodigarsi da qui al termine della stagione.

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