Sidigas Avellino: Fesenko salva il risultato ma non la prestazione

Sidigas Avellino: Fesenko salva il risultato ma non la prestazione

Contro i bielorussi della Tsmoki Minsk la Sidigas è riuscita a chiudere in parità a quota 70. Un insolito risultato che sa di sconfitta, vista la modesta caratura tecnica dell’avversario. I biancoverdi non riescono più a vincere

di Federico Contrada, @federicocontra6

Al termine di una partita combattuta dall’inizio alla fine, la Sidigas Avellino ha ottenuto un insolito punteggio di parità (70-70) contro i bielorussi della Tsmoki Minsk, nella partita di andata degli ottavi di FIBA Europe Cup. Tale risultato, tuttavia, non ha implicato i supplementari, in quanto è stabilito nel regolamento ufficiale della competizione che vale solo ed esclusivamente la somma punti al termine degli 80 minuti; insomma, si farebbero i supplementari nella gara di ritorno solo se questa dovesse a sua volta terminare in parità; ciò vorrà dire che gli uomini allenati da Sacripanti saranno chiamati ad una gara da dentro-fuori per ottenere il passaggio del turno; una tipologia di partita che, fino ad ora, la Sidigas ha sempre sempre patito, come dimostrato dalle sconfitte nelle partite di Bonn (decisiva il girone della Champions) e contro Cremona, nella sciagurata partita inaugurale delle Final Eight.

Tutto rimandato, insomma, al 13 marzo nella capitale bielorussa; l’avversario visto ieri sera,in un Paladelmauro praticamente deserto, non rappresenta un ostacolo insormontabile; una formazione che non ha giocatori di altissimo livello, che difetta nel gioco interno, ma che ha dimostrato di essere coesa e di giocare di squadra, come testimoniato dalla buona circolazione di palla messa in atto in fase offensiva. Ma questo non poteva nè doveva essere un fattore chiave di questa partita. La Sidigas è stata a tratti inguardabile, ha avuto molto poco da praticamente tutti i suoi cestisti, eccezion fatta per Kyrylo Fesenko: il gigante ucraino ha dominato sotto le plance, mettendo a referto una “doppia doppia” da capogiro; 24 punti e 15 rimbalzi, con 32 di valutazione in 29 minuti giocati rappresentano una prova maiuscola, condita anche dal tap-in del pareggio, segnato allo scadere, dopo la tripla sbagliata da Zerini. Fesenko sta dimostrando, già da qualche partita a questa parte, di essere l’atleta più in forma dell’intero roster, ed è un peccato che non sia adeguatamente assistito dai compagni; ancora una volta, infatti, è mancato l’apporto di Filloy, che ha chiuso la partita con un mesto 0/8 dal campo; anche Leunen, pur essendo sempre efficace al rimbalzo difensivo, non ha segnato alcun canestro alla pari del play della Nazionale. E’ innegabile che il momento-no  della Sidigas coincida proprio con il calo di prestazione di questi ultimi due atleti, che rappresentano senza dubbio la leadership della squadra insieme allo stesso Fesenko e a Jason Rich; quest’ultimo, anche se non certo nella sua miglior serata, comunque è un giocatore che va sempre in doppia cifra (ieri 13 punti) e non ha paura di prendersi tiri e responsabilità, dimostrando ancora una volta di essere la vera “stella” della squadra biancoverde.  Per tornare ad essere competitivi, dunque, servirà che tornino a brillare anche Leunen e Filloy, come è stato nella prima parte di questa stagione.

Qualche segnale di ripresa è giunto da Fitipaldo (7 punti con 10 di valutazione ed un “plus-minus” di 17, segno che con lui la squadra ha girato meglio ) e Wells, che ha messo a segno 13 punti, confermandosi giocatore da partite casalinghe. La loro crescita è sicuramente necessaria per far sì che la Sidigas possa veramente lottare per vincere qualcosa; ma è l’aspetto mentale che attualmente ancora è carente. Le dichiarazioni rilasciate da Sacripanti a fine partita sono state eloquenti: il coach ha parlato di “scarsa fiducia emotiva”, e di “paura di vincere”, testimoniata dai numerosi tiri aperti sbagliati, e dal fatto che non si “guardava il canestro”.

Tutto fin troppo evidente, ovvio; ma francamente è difficile non pensare che l’atteggiamento mentale dei giocatori in campo non dipenda per nulla dal loro allenatore; il pubblico, velatamente “accusato” da Alberani nella conferenza stampa di martedì, ieri sera è stato fin troppo generoso, non avendo in alcun modo manifestato un  disprezzo che sarebbe stato più che legittimo, dato il mediocre spettacolo al quale ha assistito. Questo alibi, così come quello dei pochi allenamenti al quale il coach ha fatto riferimento nel post-gara, ormai sono diventati un habituè per la piazza avellinese. Una partita come quella di ieri, difatti, non ha alibi e pertanto, se l’obiettivo è quello di vincere qualcosa, è indispensabile una maggiore serietà e responsabilità da parte dell’ intero staff tecnico, che non può continuare a giustificare l’ingiustificabile.

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